Il Tirreno

Grosseto

Gazebo in spiaggia per bimbi con disabilità

Michele Nannini
Gazebo in spiaggia per bimbi con disabilità

A Follonica consegnati ad associazioni del settore dei punti ombra nella zona dell’ex colonia e al parco del Martellino

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FOLLONICA

È partito ieri mattina con la consegna degli spazi nell’arenile ex colonia marina di Follonica il progetto “Oasi Felice”, voluto dalla prefettura di Grosseto e dal Comune di Follonica e che riserva ai bambini e ai ragazzi con disabilità un’area con tre punti ombra da utilizzare per dedicarsi all’attività motoria in spiaggia in modo da garantire loro il giusto sviluppo psico-fisico.

«Nell’area sono già presenti tre gazebo utilizzati ogni anno dai servizi educativi del comune di Follonica per progetti ricreativi – spiega il subcommissario prefettizio Francesco Piano –. Anche in considerazione delle limitazioni derivanti dall’emergenza epidemiologica l’amministrazione comunale, su impulso del prefetto di Grosseto Fabio Marsilio, che ha favorito il raccordo con le istanze provenienti da diverse associazioni del settore, ha voluto sviluppare tale iniziativa che oggi diventa tanto più importante perché le famiglie, reduci dal periodo di restrizioni alla libera circolazione, hanno la necessità di disporre di spazi disegnati attorno alle esigenze di chi vive la condizione di disabilità».

Chiaramente la spiaggia di levante rimarrà accessibile a tutti «ma – precisa Piano – abbiamo voluto destinare queste zone a questo particolare progetto. Le mamme sono state le veri animatrici di questa iniziativa, portata avanti anche con l’ausilio del dottor Ettore Caterino, responsabile della Rete autismo Asl Sudest Toscana».

Un’altra zona di comfort è stata creata al parco del Martellino «e per questo – dice Piano – ringraziamo anche l’amministrazione di Scarlino che, tramite le Bandite, gestisce quest’area. Si è fatto squadra, vogliamo che questo sia solo un primo passaggio per creare strutture sempre più rispondenti alle esigenze delle famiglie». Nella zona è stata installata una segnaletica dedicata per informare della destinazione di queste zone d’ombra. I ragazzi potranno starci sotto la supervisione dei familiari o degli accompagnatori, nel pieno rispetto delle misure di distanziamento, di tutte le norme comportamentali e delle altre disposizioni regionali per garantire la massima sicurezza a salvaguardia della salute pubblica. —

Michele Nannini

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