Il Tirreno

Grosseto

«Concessioni, ma quale modello? Altri Comuni si erano già mossi»

enrico pizzi
«Concessioni, ma quale modello? Altri Comuni si erano già mossi»

Il Pd replica alla Lega che canta vittoria. E Castiglione è avanti: già firmati i primi 35 provvedimenti 

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Il Comune di Grosseto indicato da Matteo Salvini come modello da seguire nella partita delle proroghe delle concessioni demaniali degli stabilimenti balneari. In realtà è Castiglione della Pescaia il primo Comune in Toscana, probabilmente in Italia preceduto solo da Bari, ad avere già intrapreso da tempo la strada seguita anche dal capoluogo maremmano. E altri Comuni, nel frattempo, stanno facendo lo stesso percorso.

Il segretario provinciale della Lega Andrea Ulmi rivendica il primato dell’amministrazione Vivarelli Colonna e rivela che «quanto stabilito dal Comune di Grosseto è stato portato all’attenzione del segretario federale della Lega Matteo Salvini». Ulmi lo ha fatto «personalmente, in videoconferenza» e «Salvini non solo ha elogiato la nostra amministrazione e il lavoro dell’assessore Megale, ma ha anche detto, di fronte a tanti amministratori, che questo è un modello da seguire. Un modello che potrebbe anche anticipare le future scelte del Governo».

Questo succedeva a poche ore dall’annuncio del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna di aver prorogato le concessioni fino al 2033, come richiesto dalla legge di bilancio del 2018. Un soluzione passata attraverso l’applicazione di una procedura di evidenza pubblica avviata il 22 aprile scorso e terminata il 12 maggio.

Il responsabile provinciale del Pd per il turismo, Davide Bartolini, però, pur contento del fatto che anche a Grosseto si fosse scongiurato lo spettro della direttiva Bolkestein, aveva parlato di «enfasi del tutto fuori luogo dell’amministrazione per un provvedimento che andava fatto prima e non sul filo di lana». L’applicazione di una norma, aveva detto Bartolini «esce dal cilindro del sindaco Vivarelli Colonna e diventa “un risultato storico” e una “vittoria”. Questo procedimento – aveva proseguito – era già stato preso alcuni mesi fa da altre amministrazioni come ad esempio il Comune di Castiglione della Pescaia». E a seguire anche Capalbio ha intrapreso la stessa strada.

Per Ulmi la differenza sarebbe evidentemente marcata dal modo con cui il Comune di Grosseto ha agito, rispetto a Castiglione. Là un atto dirigenziale, nel capoluogo una delibera di giunta, segno, dice Ulmi, di «Una scelta netta e una decisione politica chiara, sintomo di buona amministrazione». In realtà, non è che la volontà politica del sindaco di Castiglione, Giancarlo Farnetani, sia stata meno netta e chiara e, al momento, a Castiglione le proroghe firmate sono già 35, mentre a Grosseto gli uffici possono iniziare il lavoro di istruttoria e di verifica delle domande presentate da 48 imprenditori: non sarà una corsa contro il tempo, per chiudere le procedure e arrivare a formare le proroghe prima della scadenza delle attuali concessioni, alla fine del 2020. L’amministrazione castiglionese già a novembre dello scorso anno si era preparata a sottoporre a procedura di evidenza pubblica le domande di proroga di una cinquantina di concessioni. La procedura è stata avviata a gennaio e Farnetani fa capire che non ci fosse stato il rallentamento imposto dall’emergenza coronavirus, probabilmente le proroghe sarebbero state già tutte firmate. Per 35 concessioni la firma c’è già stata, in quattro casi non è stata ancora possibile perché i titolari erano bloccati in altre regioni, mentre in una decina di casi è stata richiesta l’integrazione dei documenti, in particolare per quanto riguarda le fideiussioni, rallentate anche causa dell’emergenza Covid-19. Due sono state le domande concorrenti che sono state presentate e gli uffici sono al lavoro per risolvere la questione. — enrico pizzi

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