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Safe beach, è polemica sul costo dei controlli a carico dei balneari

IVANA AGOSTINI

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Fa discutere la proposta dell’amministrazione comunale di Orbetello che, con il progetto “Free safe beach”, ha intenzione di regolamentare l’accesso a parte delle spiagge libere per garantire la sicurezza del distanziamento sociale previsto per la lotta al Covid – 19.

L’idea di affidare la gestione delle spiagge, che rimarranno gratuite, agli stabilimenti balneari vicini, che regolamenteranno il flusso, controlleranno il rispetto delle norme e la temperatura, non è piaciuta al gruppo Alleanza Democratica e Progressista che ha criticato l’ingerenza del Comune sulle spiagge libere.

Perplessità sono state espresse anche dall’esponente del Movimento 5 Stelle. «Premetto che il nostro gruppo è favorevole all’ampliamento dell’arenile concesso agli stabilimenti balneari – dice Luca Giacomelli – perché consente loro di adeguarsi alle norme di distanziamento interpersonale previste senza ridurre l’offerta di lettini e ombrelloni e, di conseguenza, i guadagni. Ma vogliamo evidenziare alcune perplessità su questo nuovo piano. Essendo l’area “safe beach” parte della spiaggia libera, non comprendiamo il motivo per il quale il costo per il servizio di vigilanza ricada sui concessionari degli stabilimenti».

La legge prevede che il servizio di salvamento della spiaggia libera sia a carico del Comune. «Il sindaco Andrea Casamenti – aggiunge Giacomelli – ha dichiarato che la lunghezza della safe beach varia sino a una ampiezza di 500 metri. Questa decisione comporta che ai bagnini venga affidato un compito che potrebbe sottrarre tempo ed energie al loro lavoro mettendo a rischio la sicurezza dei clienti dello stabilimento».

Dal canto suo Patto per il Futuro difende la sua scelta. «Alleanza Democratica è composto dalle stesse persone che hanno contribuito al disastro della laguna e hanno gestito in maniera fallimentare il periodo successivo all’alluvione. Purtroppo – aggiunge il gruppo – sono gli unici che non hanno compreso che è un piano che molti Comuni stanno prendendo ad esempio. I cittadini avranno la possibilità di usare serenamente le spiagge libere che saranno controllate per la sicurezza e gli stabilimenti potranno lavorare in maggiore tranquillità. Il Comune non tirerà fuori un euro per il controllo della fascia libera a carico degli stabilimenti». —

IVANA AGOSTINI

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