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Processo Capuano, modificati alcuni capi di imputazione

pierluigi sposato
Processo Capuano, modificati alcuni capi di imputazione

Ripreso il dibattimento anche se non sono stati ascoltati i testimoni previsti Concordato uno svolgimento più “leggero” in termini di durata delle udienze

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Modifiche al capo di imputazione, con le integrazioni scaturite dalle testimonianze emerse nelle prime 14 udienze, specialmente per quanto riguarda presunte minacce e le simulazioni di schiaffi e di tagli di gola; rinvio al 10 giugno per la deposizione prevista per ieri ma non effettuata a causa dell’improvvisa indisposizione per malattia dell’ufficiale di polizia giudiziaria che la Procura ritiene indispensabile per comprendere quanto discusso fino a oggi.

Il processo Capuano, quello sulle ipotetiche estorsioni con metodi mafiosi che avrebbero avuto luogo a Follonica, è ripartito così, tra le misure di prevenzione decise comunque dal Tribunale, in un’aula di Assise modificata per le esigenze imposte dalle normative: tre ore in tutto, ma con due soste per consentire ai giudici (Laura Di Girolamo presidente, Adolfo Di Zenzo, Alberto Lippini) di prendere le opportune decisioni sul prosieguo.

E la prima ora di udienza è stata dedicata agli interventi dei difensori dei sette imputati (presente il solo Angelo Murè) che nei giorni scorsi avevano chiesto una ripresa “morbida” del procedimento in considerazione dell’emergenza sanitaria nel frattempo sopravvenuta. Anche perché, hanno argomentato, soltanto lunedì scorso l’accusa ha depositato alcuni documenti e non tutti i legali, anche per impedimenti oggettivi, avevano potuto visionarli. Anche perché non è pensabile, hanno aggiunto, di restare in aula per tutte quelle ore consecutive che avevano caratterizzato le prime udienze. Anche per evitare, è stato inoltre sottolineato, che eventuali positività riscontrate tra le parti in aula producano quarantene che finirebbero per creare ostacoli anche nell’attività dei singoli studi professionali. Insomma, la richiesta più o meno generale è stata quella di dilazionare i tempi e di organizzare al meglio le udienze, con durate consone.

La presidente – che ha ricevuto il plauso da parte dei legali per l’allestimento in sicurezza dell’aula e che in forza di tali dichiarazioni ha potuto far mettere a verbale che l’udienza si era validamente tenuta – ha intanto precisato che l’udienza di oggi, inizialmente prevista, non ci sarà a causa della mancanza di strutture ricettive per chi viene da fuori città. Poi si è dichiarata d’accordo sul “taglio” alla durata delle udienze, anche se ha ricordato che a giugno e luglio sarà «penoso» tenere udienza, a causa del caldo, pur con le finestre aperte come ieri; i prossimi appuntamenti si terranno comunque con orari tali da consentire la sanificazione dell’aula e la possibilità di allontanamento. E dell’evolversi dell’epidemia sarà tenuto conto per l’organizzazione generale.

Le ultime battute dell’udienza sono state dedicate alle modifiche che i pm Giuseppina Mione e Anna Pensabene hanno chiesto di introdurre nel capo di imputazione: quella che era stata annunciata come la sola variazione di una data si è rivelata invece, nella nota scritta presentata, una modifica sostanziale, come l’hanno definita i difensori che l’hanno contestata. Anche il collegio ha ravvisato la difficoltà di fare comparazioni con il capo di imputazione a causa della corposità delle modifiche richieste e ha dato tempo all’accusa di ripresentare la nota: le due pm hanno poi concordato per quattro modifiche, due relative a date, una relativa a un’intercettazione, la quarta appunto su minacce che Murè avrebbe pronunciato all’indirizzo dell’imprenditore Arietto Giovannelli anche l’8 febbraio 2016: uno schiaffo simulato e il gesto di chi passa la mano sul collo in orizzontale a mimare uno sgozzamento. Il tutto è stato verbalizzato, sarà notificato agli imputati non presenti ieri. — pierluigi sposato



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