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«Con le misure dell’Inail molti di noi non apriranno»
follonica
Il Golfo di Follonica è una meta molto apprezzata durante la stagione estiva e, fino alla scorsa stagione, una delle immagini più rappresentative della città era senza dubbio quella del tappeto di ombrelloni che dalla Polveriera arrivava fino alle Casse Lombarde.
L’arrivo del coronavirus ha però sconvolto anche il settore balneare e le misure per la gestione dell’epidemia pubblicate nel documento tecnico dell’Inail hanno portato sgomento tra i gestori degli stabilimenti balneari di Follonica.
Nella città del Golfo, più che altrove, la spiaggia è infatti piccola e gli operatori temono di perdere gran parte del loro guadagno. Tante le misure stringenti: l’accesso della clientela dovrebbe avvenire solo su prenotazione per fasce orarie e per l’installazione degli ombrelloni è raccomandata una distanza minima di 5 metri per quanto riguarda le file degli ombrelloni, di 4,5 metri in relazione agli ombrelloni della stessa fila e di almeno 2 metri tra le attrezzature complementari assegnate in dotazione all’ombrellone (sdraio, lettini) e quelle dell’ombrellone contiguo.
«Le misure che ha dato l’Inail sono per noi inaccettabili e la speranza è che siano accolti dei suggerimenti che modifichino in parte quanto determinato» dicono in coro i balneari follonichesi.
«Gli addetti ai lavori sono disperati – dice Alessandro Gandi, presidente dell’associazione Balneari –. Avevamo scritto una lettera al presidente Rossi dove avevamo fatto una proposta secondo noi ragionevole e vedere queste nuove linee ci preoccupa molto. Con queste misure è probabile che alcuni gestori decidano di non aprire».
Nei prossimi giorni i balneari si incontreranno in videoconferenza per discutere il futuro del loro settore ma la stessa preoccupazione vale anche per la spiaggia libera: il timore è infatti quello che molte spiagge libere (a Follonica il 50% della spiaggia totale) saranno a numero chiuso. Sugli arenili più stretti come quello di Follonica gli ingressi potrebbero essere contingentati, per contenere i rischi di contagio e consentire il rispetto delle distanze di sicurezza.
Chi controllerà, però, che tutto si svolga secondo le regole? I proprietari degli stabilimenti non vogliono questa incombenza.
A Follonica c’è poi il piccolo porticciolo del Circolo Cala Violina che ad oggi non è utilizzabile.
«C’è da rifare il pennello – dice il presidente Gianluca Di Emilio – è un problema annoso che si ripresenta ogni volta con la stagione estiva. Le autorità sono a conoscenza del problema e siamo in attesa di avere le autorizzazioni dal genio civile per affidare i lavori. Certo il lavoro sarà minore ma ci atterremo a quello che verrà deciso dal Governo. Fondamentale è contrastare il virus per ripartire quanto prima a pieno regime». —
giulia sili
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