Il presidio
Muore il terzo paziente «Era già molto malato»
Sorano e Pitigliano piangono Mario Ribichini. Operato per una grave malattia, era stato ricoverato a Pitigliano durante il focolaio Covid ed era risultato positivo
Francesca Ferri / SORANO
Un mese fa un delicato intervento per cercare di sconfiggere un tumore che gli era stato diagnosticato all’inizio di marzo, dopo che il 7 di quel mese aveva accusato un malore. L’operazione era stata eseguita all’ospedale di Orbetello. Poi il trasferimento all’ospedale del suo paese d’origine, Pitigliano, dove vivono il fratello Alberto Ribichini e la cognata Marianna, e vicino a San Quirico, dove abitano la moglie Rosanna Clementucci e la figlia di lei, Genni Lombardi. L’intervento era andato bene, ma una Tac di controllo, giovedì scorso, aveva purtroppo segnalato una recrudescenza del male. I medici erano stati franchi: era questione di giorni. E in questi giorni, purtroppo, sul suo percorso ha incrociato anche il Covid.
È morto così, la sera di lunedì 11 maggio, Mario Ribichini, 68 anni, di San Quirico di Sorano. È il terzo a perdere la vita tra i pazienti dell’ospedale di Pitigliano Petruccioli risultati positivi al coronavirus dopo la scoperta del focolaio all’interno della struttura.
In quattro giorni sono morti, uno dopo l’altro, Oliviero Guidantoni, 88 anni, di Saturnia (Manciano), deceduto sabato 9 maggio, Mirella Gubernari, 68, di Sorano, morta domenica, e Ribichini, lunedì. Tutti e tre, dopo la scoperta del contagio, erano stati trasferiti all’ospedale Misericordia di Grosseto, che, all’interno dell’Asl sud est, è uno dei due ospedali con un reparto Covid (l’altro è ad Arezzo).
Nel caso del signor Ribichini, la famiglia tiene a precisare che non è stato il virus la causa della morte. «Era un malato oncologico», dicono il fratello e la nuora.
«L’ultima volta che l’ho sentito è stato sabato», racconta Genni, che per Mario era «una figlia acquisita», dice lei stessa. «Abbiamo parlato, era lucido. Sapeva del Covid, perché lo avevano trasferito da Pitigliano a Grosseto. Ma era abbastanza tranquillo. Mi ha detto che aveva attaccate tante flebo, che doveva respirare con la mascherina di ossigeno e che gli dava fastidio. Poi domenica è andato in coma. Ma ci dicono che la morte non è dipesa dal Covid».
All’anagrafe era registrato come Sergio Ribichini, ma per tutti era Mario. La notizia della sua morte si è diffusa velocemente a San Quirico e a Pitigliano ieri mattina. Originario della Città del tufo, viveva da tempo nella campagna di San Quirico, sulla strada per Pitigliano, dove si era trasferito dopo aver conosciuto quella che poi è diventata sua moglie, Rosanna. Da un paio di anni i due si erano allontanati, restando comunque in buoni rapporti. «Era una persona silenziosa, parlava poco, ma era una persona di cuore. Un padre, per me», dice Genni.
Per un periodo Ribichini aveva gestito il circolo ricreativo di San Valentino.
«Era un amicone – lo ricorda Franco Agnelli titolare dell’omonimo ristorante e amico fraterno dell’altro fratello di Mario, Franco, scomparso alcuni anni fa –. Per anni aveva fatto il carrozziere, e gli piaceva la caccia, andare a tordi. E aveva tanti amici, sia qui che a Pitigliano».
Addolorati anche gli amici del bar Sport di San Quirico: «Una persona brava, un cacciatore appassionato. Gli piaceva stare in compagnia al bar. Che brutta notizia», dice il titolare Luca Giustacori.
Il sindaco di Sorano, Pierandrea Vanni, ha espresso cordoglio per la scomparsa di Mario a nome proprio e di tutta l’amministrazione comunale. E anche la Protezione civile di Sorano lo ha ricordato con un post su Facebook. Ribichini riposerà nel cimitero di Pitigliano. —
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