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Mezzo milione per il turismo Si riparte da zero

F.B.
Mezzo milione per il turismo Si riparte da zero

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La Regione Toscana taglia la testa al toro sui 500mila euro della discordia, fondi messi a disposizione da Firenze per un progetto di infrastrutture turistiche. Si ricomincia da capo e tutti i Comuni stavolta sono chiamati a partecipare.

I Comuni delle due Unioni amiatine fino ad ora non si sono messi d’accordo. Da un lato Abbadia, Castel del Piano e Seggiano che guardano alla parte alta della montagna, e dall’altro Santa Fiora, Castell’Azzara, Roccalbegna, Piancastagnaio che privilegiano i paesi a valle. Arcidosso media, alcuni comuni sono finora fuori dalla polemica, come Castiglion d’Orcia, Radicofani, San Quirico d’Orcia e Semproniano.

Adesso la Regione, senza prendere le parti dei contendenti, vuole chiudere la partita. Lancia, così, un avviso pubblico con il quale tutti gli enti delle Unioni dell’Amiata potranno presentare il loro progetto. Lo stabilisce una delibera approvata lunedì, in giunta, su proposta dell’assessore alle Attività produttive Stefano Ciuoffo.

«La Regione – dice l’assessore – si è preoccupata di sollecitare una rapida definizione di un progetto unitario col contributo di 500mila euro. Perdurando la mancata definizione di tale progetto unitario, riteniamo non possibile attendere oltre». In pratica la delibera dà il via libera ad ogni Comune, singolarmente o congiuntamente con altri, a presentare un progetto per infrastrutture di carattere turistico.

L’avviso prevede che il progetto o i progetti riceveranno il finanziamento in conto capitale fino ad un massimo di 50mila euro, che potrà arrivare fino a 250mila qualora il progetto sia presentato congiuntamente da più Comuni, anche attraverso l’Unione. Il contributo può coprire il 100% dell’investimento essendo l’Amiata area di crisi.

Tra le tipologie delle spese ammissibili compare anche l’adeguamento delle infrastrutture turistiche alle norme di distanziamento sociale e gestione dell’accoglienza turistica post-emergenza Covid-19.

Intanto sulla questione interviene anche Asea (Associazione per lo sviluppo economico dell’Amiata), appena nata e guidata dall’ex sindaco di Santa Fiora, Renzo Verdi. Il suo appello è all’unità della montagna. «Fuori da ogni logica di cortile, non c’è una parte alta e una parte bassa, c’è l’Amiata», dicono gli imprenditori di Acea che rilanciano «la voglia e la necessità del dialogo, coinvolgendo tutte le amministrazioni e tutto il ricchissimo tessuto di operatori economici che insieme potranno portare a una progettualità corale», e chiedono «un tavolo che promuova un nuovo accordo di programma pluriennale con un progetto coerente, condiviso, sottoscritto e al quale l’amministrazione regionale, magari insieme ad altri partner, possa destinare risorse importanti. E noi ci mettiamo a completa disposizione».

È necessario subito un confronto con tutti gli amministratori dell’Amiata, capace di intercettare tutte le risorse economiche necessarie ad uno sviluppo certo e coerente della montagna. «I nostri amministratori, soprattutto con la crisi economica e sociale in corso, hanno il dovere di ricucire con senso di responsabilità questo “piccolo” strappo, concentrandosi su uno sviluppo unitario».

Intanto di fronte all’altolà della Regione, il presidente dell’Unione comuni grossetani, Massimo Galli1 commenta: «Sta a noi adesso trovare entro pochissimo la soluzione su un progetto o su più progetti condivisi. Spero che si possano realizzare entrambi, anche sintetizzandoli insieme. La Regione non chiude a eventuali ulteriori risorse, e come Unioni potremmo anche usare avanzi di amministrazione per integrare i 500mila euro. Vedremo. Ma è bene mettersi d’accordo prima di andare al tavolo regionale». — F.B.

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