Il presidio
Appello alla ministra Azzolina «Opportunità da cogliere»
L’insegnante Clelia Formiconi suggerisce di sfruttare le nuove esigenze imposte dalla pandemia per investire nell’istruzione
grosseto
«Investire nella scuola significa investire nel futuro. Facciamo in modo che questa grave crisi apra a nuove opportunità, che la pandemia diventi un’occasione unica e irripetibile per ricostruire una base sociale a partire dalla scuola».
È l’accorato appello di Clelia Formiconi, docente grossetana, che si firma insegnante di ruolo storica, vincitrice di concorso e formatrice, alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, cui ha inviato una dura lettera aperta per richiamare l’attenzione sul bisogno cronico di risorse, sui tagli che l’istruzione ha subito negli anni, sulla necessità di velocizzare assunzioni e stabilizzazioni di insegnanti, di avere spazi più adeguati.
«Siamo attraversati da un’emergenza storica – scrive Formiconi nella lettera – ma una politica coraggiosa può cambiare il mondo. Premesso che il nuovo anno scolastico è eccezionale, lei con il suo staff sembra proprio volerlo ignorare. Continua la sua difesa dei concorsi decisi a dicembre, ma ora gli scenari sono cambiati! Al momento tutto il dibattito politico verte su concorso ed emendamenti, mentre si allungano i tempi per correggere i grossolani errori commessi e lei si batte come una leonessa a sostegno della sua idea di valutazione del merito con un le crocette».
E ancora un forte richiamo sul tema del precariato, piaga storica della scuola italiana. «Il precariato nasce dall’incapacità politica di mettere la scuola al centro, in una società civile, ma i precari hanno retto e reggono il mondo dell’istruzione – scrive Formiconi – sono professionisti da rispettare. Non sono certo degli abusivi o incapaci a sostenere un concorso! Ma sanno bene che spesso entrano in gioco ben altre variabili rispetto al merito. Fortuna, raccomandazioni. I precari non sono degli abusivi, bensì professionisti sfruttati dallo Stato».
E allora, se il cambiamento è una svolta, affrontare l’emergenza significa avere il coraggio di combattere il problema alla base, con nuove risorse e investimenti.
Invece, continua la lettera di Clelia Formiconi, «tutto il dibattito politico è centrato sugli emendamenti e non viene trattata concretamente l’apertura del nuovo anno scolastico. Coraggio significa stabilizzare tutti i precari con anno di prova ed esame finale, includendo gli insegnanti di sostegno con trentasei mesi di servizio, significa riaprire le graduatorie e ad agosto procedere con le nomine. Non perda un’occasione unica per velocizzare e stabilizzare i precari, per trovare nuovi spazi e finanziamenti. Passi alla storia per avere segnato la svolta della centralità della scuola. Non passi alla storia come reazionaria inadeguata e antidemocratica, non confonda il cambiamento con il vecchio modello di scuola per il quale si sta battendo», conclude. —
LINA SENSERINI
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