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«Agriturismi a rischio tracollo La Regione dia sostegni concreti»

«Agriturismi a rischio tracollo La Regione dia sostegni concreti»

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orbetello

«Al momento si punta su un turismo di prossimità interno alla regione, senza però un quadro chiaro sulla ripresa. Quale sarà poi la capacità di spesa dei toscani? Quante famiglie potranno disporre ancora di un periodo di ferie? Si potrà mai pensare che il solo turismo di prossimità possa sostenere da solo un settore così vasto?»

Domande a cui cerca una risposta Luca Giacomelli, candidato alla consiglio regionale per M5s. Giacomelli osserva che «il divieto d’interazione interpersonale e di assembramento contrasta con la necessità di registrare presenze. Il blocco per tutto il 2020 del turismo estero e l’incertezza su quando avverrà la ripresa dei flussi interni al nostro paese ha causato una profonda e pericolosa crisi di liquidità alle imprese del settore che, non solo hanno visto il blocco delle prenotazioni, ma hanno dovuto restituire caparre e acconti già accreditati. Disdette dovute anche a lutti, alla paura dal contagio, alla carenza di ferie già utilizzate in fase 1, alla perdita del posto di lavoro o all’incertezza sulla ripresa delle attività».

Il candidato si sofferma sul settore agrituristico: «La scelta del legislatore, nazionale e regionale, fu quella di sostenere le aziende agricole - in difficoltà di fronte alla concorrenza su mercati sempre più globali - consentendogli di diversificare le attività. Una scelta rafforzata negli anni fino a consentire alle aziende agricole di dar vita a dei piccoli centri turistici dove oltre all’alloggio, alla ristorazione e al commercio dei loro prodotti viene offerta la possibilità di passeggiate a cavallo o in bicicletta, corsi di cucina, esperienze legate ai prodotti enogastronomici. In cambio esse si prendono cura del territorio e si pongono quali alfieri dei prodotti tipici locali tutelando una continuità aziendale che ha permesso di tramandare antiche tradizioni. Ora il calo vertiginoso della domanda e il maggior carico dei costi per l’adeguamento al protocollo sanitario mettono in ginocchio tanti agriturismi. Molti piccoli sono chiamati a valutare se, a fronte di guadagni incerti, vale la pena esporre i propri familiari al rischio del contagio che comporta l’accoglienza di clienti. Avere a disposizione un protocollo sanitario serio e sostenibile aiuterebbe molti a scegliere come muoversi, e in questo la Regione potrebbe dare un sostegno concreto, aiutando a fare chiarezza sui nuovi requisiti, senza però aumentare il carico di burocrazia, così da consentire al turista di conoscere chi si adopera per garantire la sua sicurezza».

Oltre che sulle infrastrutture, Giacomelli reputa opportuno intervenire sulle produzioni locali e alle aziende agricole tradizionali: «La crisi ha mostrato l’estrema fragilità dei mercati internazionali e un rilancio concreto dei prodotti a km0, a questo punto, è un’occasione da non perdere per puntare a produzioni di qualità a basso impatto ecologico. E qui l’amministrazione regionale, in virtù delle sue competenze in tema di commercio, potrebbe dare un grosso contributo. Vale la pena ricordare le recenti impennate dei prezzi al dettaglio di tanti generi alimentari. In questo momento storico, l’aiuto agli agriturismi passa anche attraverso il rilancio dell’agricoltura tradizionale di qualità legata al territorio». —

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