Il presidio
Rinegoziare i mutui è la chiave di volta
Il cuore della manovra del comune di Grosseto è stata la rinegoziazione di alcuni mutui che si è resa possibile solo da giovedì scorso, dopo che gli uffici dell’assessorato al bilancio avevano esaminato tutto il bilancio di previsione cercando di ridurre quei rischi di squilibrio per circa 5 milioni di euro di cui l’assessore Giacomo Cerboni aveva parlato la scorsa settimana. Per esempio, la previsione di entrata della tassa di soggiorno è stata ridotta da 550mila a 150mila euro, ma restano voci ancora preoccupanti come l’incertezza sui due milioni di entrate da Imu, o sul milione di entrate da contravvenzioni al codice della strada o sulla cifra analoga legata agli oneri di urbanizzazione dell’edilizia. La possibilità di rinegoziare i mutui è stata la chiave di volta. Grosseto ne ha per 54 milioni di euro, che costano 2 milioni e 700mila euro all’anno di interessi e circa altrettanto di capitale (ma erano 71 milioni quando l’amministrazione Vivarelli Colonna si è insediata e la precedente ne aveva trovati circa 110). Solo con Cassa Depositi e Prestiti la rinegoziazione ha fruttato un risparmio in quota capitale di oltre due milioni e poco meno di 200mila euro sono stati risparmiati con altre banche. I debiti sono stati spalmati fino al 2043. Insieme ai 400mila euro già presenti nel Fondo di riserva del Comune si arriva alla cifra di 2 milioni e mezzo per coprire la manovra Cosap e le altre due annunciate.
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