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Grosseto

PRIGIONIERI E INERMI IL VIRUS FA CAPIRE COME SI SENTONO I DIVERSAMENTE ABILI

PRIGIONIERI E INERMI IL VIRUS FA CAPIRE COME SI SENTONO I DIVERSAMENTE ABILI

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Attivista per i diritti dei disabili, scrittrice e poetessa, Lorella Ronconi è da molti anni costretta su una sedia a rotelle a causa di una rarissima malattia. L’obbligo di rimanere a casa, in questo periodo di quarantena, non ha tuttavia fermato la sua azione. Anzi, l’ha portata a riflettere su come questa particolarissima situazione di “prigionia” sia per certi versi vicina alla quotidianità di tante persone diversamente abili. Un aspetto su cui tutti sono chiamati a riflettere.

Riflessionidalletto. La prigionia è libertà, basta coglierla al millesimo di secondo. Essere prigionieri a causa del #Covid19 ci rende per certi versi #uguali: impotenti e inermi, costretti. Costretti ad aspettare, costretti a lavorare in condizioni di difficoltà, costretti a non poter uscire di casa. Impotenti, inermi come le persone che vivono attaccate ad un respiratore, impotenti e inermi, come chi non sente, chi non vede, chi vorrebbe uscire dal proprio corpo ed invece da anni si impegna a spiegare che tutte le persone sono... persone.

Il tempo del #Coronavirus ha dato l’#opportunità di comprendere (per chi ne sentisse l’esigenza) cosa provano le persone diversamente abili e addirittura si può arrivare a comprendere che le emozioni sono uguali per tutti. Emozioni come la paura la voglia di fuggire, la tristezza dell’impotenza. Le persone disabili questo senso hanno una marcia in più, ci son abituati.

Guardando la mia cartina “Le Monde” davanti al mio letto, ho visto riflesso il tramonto sull’#Africa e gli alberi ondeggiare... ho respirato primavera e correndo, ho volato tra le rondini e il maestrale. È stata una torrida giornata africana, e io, in questo preciso momento, sono felice. —



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