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Occupano casolare e sono irregolari Cinque nei guai dopo il controllo

francesca ferri

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I carabinieri tenevano d’occhio i loro movimenti da qualche tempo, per capire se si potesse trattare di un giro di spaccio. Segnalazioni erano arrivate anche dal gruppo di controllo di vicinato Aurelia Antica e Gorarella, cittadini riuniti in rete per segnalare alle forze dell’ordine situazioni di criticità, che in questo caso – come tengono loro stessi a riferire – avevano visto la scorsa settimana strano movimento di auto e sospettavano che ci fosse un giro di spaccio e consumo di droga.

Ma quando gli operai di una ditta incaricata di avviare i lavori sono entrati nel casolare e hanno visto con i loro occhi che era diventato un rifugio abusivo, riferendo tutto agli uomini dell’Arma, ecco che è scattato il controllo.

Sono così finiti nei guai cinque cittadini marocchini stati scoperti a occupare un casolare disabitato in via Lago di Mezzano a Grosseto. Portati in caserma, al comando di piazza La Marmora, e prelevate le impronte digitali, sono risultati essere irregolari sul territorio nazionale.

I carabinieri della stazione di Grosseto hanno effettuato il controllo il 5 maggio.

Con un lavoro coordinato con l’Ufficio immigrazione della Questura, confrontate le impronte e le foto con quelle già in archivio, quattro sono risultati clandestini e sono stati denunciati per violazioni delle norme del “Testo unico sull’immigrazione”, tra cui l’ingresso illegale nel territorio dello Stato. Accompagnati all’ufficio stranieri della Questura, quattro di loro – che avevano già in precedenza disobbedito a un ordine di espulsione – sono di nuovo stati raggiunti da un ordine di espulsione dall’Italia entro sette giorni. Con l’emergenza Covid non sarà facile trovare il modo per lasciare l’Italia, ammesso che stavolta decidano di rispettare l’ordine. Uno dei cinque, invece, il permesso di soggiorno ce l’aveva – rilasciato dalla questura di Torino – ma non aveva con sé il foglio.

Tutti e cinque sono anche stati denunciati per falsa attestazione sulla propria identità a pubblico ufficiale e invasione di terreni o edifici.

Il lavoro delle forze dell’ordine, in questi mesi, si è ulteriormente complicato. Ai rischi sul campo ai quali ogni giorno vanno incontro, i rappresentati delle forze dell’ordine devono aggiungere il rischio in più dovuto alla pandemia. L’Arma ha distribuito alle caserme italiane 3 milioni di di presidi di protezione individuale e disinfettante, e altri 5 milioni sono in arrivo. In provincia di Grosseto quattro ozonizzatori sono stati dati in dotazione ad altrettante caserme, da usare per la sanificazione degli ambienti e dei mezzi quando vi vengono fatte entrare, come nel caso di mercoledì, le persone fermate. —

francesca ferri



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