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Ida, 102 anni di innata ironia e un talento per il cubo di Rubik
Follonica: l'emergenza sanitaria le ha impedito di festeggiare il compleanno all'Ikea. Paura del virus? «No. In paradiso per adesso ci sono solo posti in piedi e io voglio stare a sedere» dice.
FOLLONICA. Non solo riesce a risolvere in pochissimo tempo un cubo di Rubik ma a 102 anni la follonichese
Ida Vongher beve birra e ha ancora la voglia di fare festa tanto che, se non si fosse mezzo di mezzo il Covid-19, lei avrebbe voluto un compleanno in grande stile all’Ikea di Pisa. Sì, all’Ikea, perché secondo Ida la lasagna del colosso svedese è senza dubbio la migliore, tanto che per il suo compleanno avrebbe affrontato volentieri il viaggio fino a Pisa pur di averne una porzione.
Due anni fa era stato l’allora sindaco Andrea Benini a celebrare i suoi cento anni e da quei giorni per lei è cambiato ben poco, forse è solo nata una nuova passione: quella per la birra che adesso ha sostituto al vino ad ogni pasto. E forse è anche questo (“chi beve birra campa cent’anni”, ricordate lo slogan?) il segreto della sua longevità. Ida è nata a Torino il 14 maggio 1918 e nel 1929 si è trasferita a Follonica dove poi, dopo un periodo trascorso a Ravi e a Orbetello è tornata stabilmente assieme al marito Armando Iacomelli.
In gioventù Ida ha lavorato per molti anni alla Posta di Follonica ma poi, con la nascita del secondo di tre figli, si è dedicata a tempo pieno alla sua famiglia. A Follonica è quindi nato il primo figlio Mauro, oggi residente a Montecatini e nel 1945, Anna, oggi residente a Imperia. Oggi Ida vive in via Ungaretti, insieme alla famiglia dell’ultima figlia, Luisa, 72 anni, ex dipendente Coop. Ida ha poi una sorella a Follonica che ad agosto compirà anche lei cento anni. Ida ha cinque nipoti e due pronipoti ed è sempre aperta a nuove sfide: «Come vengono i ragazzi a casa – racconta la figlia Luisa – lei li sfida a risolvere il cubo di Rubik, è veramente bravissima e in poco tempo riesce a risolverlo, è incredibile alla sua età».
Ma Ida è anche molto aggiornata e segue con attenzione l’attualità tanto che desidera ricevere il vaccino per il Coronavirus, non appena sarà disponibile. L’emergenza sanitaria la preoccupa ma il pensiero della morte non la sfiora: «In paradiso per adesso ci sono solo posti in piedi e io voglio stare a sedere» dice. Soltanto una volta, alcuni anni fa, la figlia aveva temuto per il peggio: trovandola esanime e cianotica aveva chiamato la dottoressa che vedendola in quello stato si stava accertando della sua morte. Solo con l’intervento di un giovane infermiere Ida si è ripresa: «Ci eravamo preparati al peggio – dice la figlia – ma proprio mentre un infermiere le si è avvicinato mia madre ha aperto gli occhi e ha improvvisamente esclamato: guarda che bel moretto!». Un’episodio che la famiglia di Ida non riesce a raccontare senza ridere ogni volta proprio perché, come sempre, anche in quel momento, Ida è riuscita a strappare a tutti un gran sorriso con la sua innata ironia.
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