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I bioagricoltori senza aiuti «Si rischia di tornare indietro»
grosseto
Sostenere il biologico per mantenere in vita chi porta avanti l’agricoltura sostenibile. È l’appello lanciato alla Regione Toscana da 60 aziende della provincia di Grosseto, la maggior parte delle quali situate fra Scansano e Manciano. I bioagricoltori che da anni hanno intrapreso la strada del biologico per coniugare l’agricoltura al rispetto dell’ambiente hanno indirizzato il loro appello all’assessore all’agricoltura Marco Remaschi, al presidente della Regione Enrico Rossi, alla Cia, alla Coldiretti e all’Unione agricoltori. Il loro obiettivo è: evitare che la mancanza di sostegni economici faccia tornare all’agricoltura tradizionale chi da anni si dedica al biologico. Si tratta di una buona pratica che – come spiegano i firmatari dell’appello di cui si fa portavoce Giulia Detti, titolare con la famiglia di un’azienda biologica Macchie Alte di Manciano, «affida all’agricoltura un ruolo importante nella lotta alla perdita di biodiversità e che riveste importanza per uno dei suoi obiettivi fondamentali, ossia poter garantire cibo sano a tutti. Ma non solo – dice l’imprenditrice – mantenere in vita le aziende biologiche, oltre che favorire l’ingresso nel mondo del biologico, vuol dire aiutare la mitigazione dei cambiamenti climatici, nonché contribuire alla diffusione di un modello produttivo a minor impatto ambientale che garantisca salute e benessere per tutti e per tutte le età».
I produttori biologici sono soprattutto aziende medio piccole che contribuiscono al presidio nelle aree rurali e al ricambio generazionale. Il mancato rinnovo delle misure a sostegno delle imprese già biologiche da anni sta facendo correre il rischio di una inversione di tendenza che non farebbe bene all’ambiente. Non trovando più sostegni, gli agricoltori bio, che nulla hanno in contrario alle misure previste per chi entra nel meccanismo del biologico, non potrebbero più sostenere i costi di una produzione che, rispetto a quella tradizionale, ha produzioni inferiori, circa il 30 per cento in meno, e spese maggiori. «Preso atto del mancato rinnovo della misure a sostegno di chi fa agricoltura biologica già da tempo – aggiunge Giulia Detti – vista la crisi sanitaria e quella economica causate dell’emergenza Covid-19 che penalizza una fondamentale parte dell’agricoltura, tenuto conto anche che il settore agricolo anche quest’anno subisce la siccità che probabilmente ha già compromesso i raccolti delle semine cerealicole tardive, considerando che – continua – la misura a sostegno delle nostre aziende garantisce e sostiene la filiera completa grazie all’obbligo di raccolta e che tale filiera quest’anno è duramente colpita, chiediamo di estendere il finanziamento anche alla misura 214, attualmente esclusa, per i prossimi due anni e di sostenere l’intero settore del biologico». –
I. a.
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