Il Tirreno

Grosseto

torniamo a parlare di socialità e cultura

*Presidente Arci Comitato Provinciale Grosseto

4 MINUTI DI LETTURA





Dopo circa due mesi dalla diffusione dell’epidemia da Covid-19 sentiamo l’esigenza di sottolineare alcuni punti relativamente alla fase 2. In particolare vogliamo sottolineare l’importanza e la necessità di tornare al più presto a parlare di socialità e cultura e di una delle libertà sancite dalla nostra Costituzione: la libertà di associazione.

La condizione nella quale siamo costretti dalle misure anticontagio, finora necessarie, rischia di aggravare disuguaglianze e paure già esistenti.

La socialità e la cultura sono parte fondante della vita delle persone, della loro salute (che non è solo sanitaria), della loro dignità. Siamo “animali sociali”, e come tali viviamo solo se possiamo continuare a coltivare le relazioni interpersonali ed esprimere la nostra creatività.

Per questo non vogliamo e non dobbiamo arrenderci. E siamo convinti che l’associazionismo diffuso è il giusto antidoto verso questa deriva.

Ma per esso, questa volta, esiste un pericolo fondato e concreto. Siamo un’associazione di promozione sociale che aggrega giovani e giovanissimi, bambini e famiglie, anziani, donne e uomini che si ritrovano per stare insieme nell’esercizio del diritto costituzionale di associarsi, per costruire insieme le risposte ai propri bisogni e a quelli della comunità, contrastando la solitudine e le disuguaglianze.

Chi come noi si occupa prevalentemente di cultura e socialità, sostenendo e accompagnando decine di migliaia di cittadini in percorsi di protagonismo, aggregazione, promozione sociale e culturale, sa che per tenere saldi i legami sociali delle nostre comunità, qualunque sarà la “normalità” che ci aspetta, non si potrà fare a meno di cultura, spazi educativi e aggregazione.

Le associazioni di promozione sociale, che per la gran parte vivono delle proprie attività di autofinanziamento, si trovano – tanto quanto i soggetti economici – di fronte a enormi problemi: l’impossibilità ancora di programmare la ripresa delle attività, le difficoltà nel mantenere un rapporto stabile con volontari e soci, quelle per il pagamento degli affitti delle sedi, delle utenze, delle imposte, del mantenimento dei posti di lavoro, del pagamento dei mutui, delle spese per i Dpi e della sanificazione delle sedi.

Siamo preoccupati dagli effetti che potrebbe avere, anche sulla salute pubblica, la disarticolazione del sistema della promozione sociale, che rappresenta una componente attiva dell’economia e del welfare del nostro paese contribuendo al benessere dei cittadini e delle comunità.

Ogni anno i Circoli Arci promuovono la lettura, il teatro, il cinema, le arti visive e la musica dal vivo attraverso decine di migliaia di eventi, spesso gratuiti, che raggiungono oltre un milione di cittadini.

Occorre mettere subito in campo un piano di manutenzione e valorizzazione: provvedimenti e risorse a sostegno dell’associazionismo di promozione sociale e culturale e di tutto il Terzo Settore, come si sta facendo per altri soggetti di tipo economico.

Al Governo e al Parlamento chiediamo:

•l’estensione delle misure di supporto alla liquidità e accesso al credito a tutti gli Enti del terzo settore (Ets, compresi quelli non commerciali);

•misure capaci di far fronte al pagamento degli affitti per i mesi in cui i circoli sono stati chiusi, anche attraverso l’estensione del credito d’imposta per le locazioni relative alle sedi associative (indipendentemente della categoria catastale dell’immobile);

•l’estensione agli Ets del credito d’imposta per le spese di sanificazione dei nostri spazi;

•l’estensione della sospensione del versamento dei canoni pubblici per le sedi associative;

•la sospensione del pagamento di utenze e versamenti Irap;

•Il rafforzamento, con un notevole aumento della dotazione economica, del Fondo emergenze spettacolo, cinema e audiovisivo (di cui all’art. 89 del Decreto Cura Italia) e la sua accessibilità anche per le Aps che svolgono attività culturali;

•La proroga delle scadenze e degli adempimenti legati all’attuazione della Riforma del Terzo Settore (termine di trasformazione Sms previsti all’articolo 43 del Codice del Terzo Settore, la nomina dell’organo di controllo)

•Un supporto straordinario alle Reti associative nazionali (di cui all’articolo 41, comma 2 del Codice del Terzo Settore) impegnate in progetti e attività di utilità sociale per fronteggiare le emergenze sociali ed educative determinate dall’epidemia.

Alle istituzioni e alle forze politiche chiediamo un confronto trasparente e leale sulle nostre proposte.

La crisi non è solo sanitaria, ma sociale ed economica, e noi vogliamo rinunciare a fare la nostra parte per uscirne, convinti come siamo che l’associazionismo e l’economia sociale sono una componente importante per la tenuta sociale, politica ed economica del nostro Paese. —

*Presidente Arci Comitato Provinciale Grosseto



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web