Italia
«Ma perché per i bambini niente tennis?»
Il vicepresidente del circolo critica la decisione di escludere i non agonisti: «Giocano con la stessa dedizione e passione dei campioni»
grosseto
«Io sono un amatore. E va bene, posso rinunciare. Ma perché solo i tennisti di prima e seconda categoria e i ragazzi dai 12 ai 16 anni “conosciuti” dalla Fit possono ricominciare ad allenarsi? E gli altri ragazzi? »
Ulderigo Brogi ha preso carta e penna per intervenire come vicepresidente del Tennis club Manetti e per segnalare le anomalie contenute nei provvedimenti che consentono, con limitazioni, l’attività sportiva. E per lanciare un appello al presidente della Regione e a quello del Consiglio, alle forze politiche: «Non deludiamo i nostri figli».
«Molte sono le riflessioni che abbiamo avuto il tempo di fare questo periodo di emergenza – osserva – ma quella che più mi assilla in questi giorni di riapertura i nostri figli, i nostri bimbi, i nostri giovani. Abbiamo sottratto loro, per un pericolo reale, le compagnie, gli affetti – nonni, zii, cugini– le amicizie, la scuola, una passeggiata, lo sport. Hanno fatto tutto ciò, senza manifestare la loro sofferenza, che certo hanno e stanno patendo, e che fuoriesce solo episodicamente, involontariamente, con qualche frase, con qualche lacrima, che tocca il cuore di chi sa ascoltare».
Brogi ricorda che «non bisogna essere uno psicologo o uno psichiatra per comprendere che lo sport è fondamentale nella crescita, non solo fisica ma anche mentale e caratteriale di un bambino, ma nella scuola non viene praticamente svolta attività sportiva, e noi genitori ci sobbarchiamo in toto di far praticare loro una attività sportiva». Adesso «apprendo con stupore che possono riprendere, almeno in Toscana– altre regioni hanno riaperto i circoli, e non mi soffermo sulla sofferenza economica di tali attività – che da oggi possono ricominciare ad allenarsi solo i prima e seconda categoria. E gli under 16-14-12 “conosciuti” alla Fit. Ma si scherza? Io semplice amatore non posso giocare, e vabbè, ma tutti i ragazzi, e i bambini, che si allenano e giocano a tennis da sempre, con lo stesso impegno, passione e dedizione di un campione? Non si meritano di essere esclusi da ciò che amano, da ciò che li aiuta a diventare uomini. Cosa più grave: gli under 10, i più piccoli che più dovrebbero essere tutelati e incoraggiati, manco vengono presi in considerazione». —
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