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«Costrinsero la figlia di 3 anni a subire rapporti sessuali»
Giudizio abbreviato per una coppia, l’udienza si terrà davanti al gip di Firenze La piccola sarebbe stata concepita soltanto per soddisfare le voglie dei genitori
grosseto
Processo alla fine di giugno, con il rito abbreviato, davanti al gip di Firenze, Gianluca Mancuso, per il grossetano poco più che quarantenne abitante in un centro della provincia imputato di aver costretto la figlia di tre anni a subire rapporti sessuali; in questo contesto è imputato insieme alla compagna, di poco più giovane, madre della bambina (che abita in Umbria), anche in relazione alla produzione di foto a contenuto pedopornografico proprio con la piccola come oggetto. Oltre alla compagna è imputata anche una donna di Reggio Emilia, 37enne, che aveva mandato all’uomo - su richiesta di lui e in cambio di denaro - foto e video che la ritraevano mentre compiva atti sessuali con i figli di lei, anche loro piccolissimi.
Tutti e tre sono finiti in carcere, dal febbraio scorso, tra Sollicciano, Perugia e Modena (e i figli della donna di Reggio Emilia sono adesso in una struttura protetta, rappresentati da un curatore speciale). Tutti e tre gli imputati hanno fatto richiesta di essere ammessi al rito abbreviato dopo che il gip di Firenze (i reati contestati sono di competenza distrettuale) aveva disposto il giudizio immediato e dopo che i giudici del collegio di Grosseto (competente per il dibattimento) avevano fissato la prima udienza per il 20 maggio: la richiesta di abbreviato è stata accolta, il fascicolo di fatto non si muoverà da Firenze.
A sostenere l’accusa sarà il pm Giuseppe Solinas che aveva coordinato le indagini della polizia postale nell’operazione denominata “Dark Ladies”. Quando erano scattate le misure cautelari, il gip aveva sottolineato nell’ordinanza che la bambina sarebbe addirittura stata concepita e messa al mondo solo e soltanto per soddisfare le voglie sessuali dei genitori. Bambini, figli, come giocattoli sessuali.
Nel dettaglio, l’uomo deve rispondere di varie imputazioni. L’invio alla compagna tramite Whatsapp di un volume, una sorta di manuale pedopornografico, con spiegazioni e immagini (maggio 2019). La produzione di materiale pedopornografico, in concorso con la compagna: quest’ultima avrebbe realizzato le foto alla bambina, poi inviate all’uomo (tra il 2018 e il 2019). Ancora in concorso, la coppia è sospettata di aver costretto la piccola a subire carezze proibite nel corso dei rapporti sessuali tra i due adulti (tra il 2017 e il 2019). Infine, un’ulteriore imputazione per la coppia, sempre relativa agli atti sessuali cui la figlia sarebbe stata sottoposta (agosto 2019).
Due imputazioni sono conestate invece all’uomo e all’amica di Reggio Emilia e sono relative alla costrizione a subire atti sessuali e alla produzione di materiale pedopornografico. Il primo avrebbe istigato la seconda anche inviandole del denaro tramite vaglia, affinché producesse foto e video di lei con i due figli (10 e 13 anni) nel corso di atti sessuali di vario genere; fatti avvenuti dal 2011 in poi in luogo che non è stato possibile precisare. Inizialmente, le accuse parlavano solamente di uno dei figli della donna, una bambina: adesso vittima sarebbe anche l’altro, un ragazzino poco più grande.
A seconda delle circostanze, la Procura contesta l’abuso della potestà genitoriale e l’aggravante di aver commesso i fatti a danno di discendenti e di minori di dieci anni. —
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