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L’ultimo saluto a Poggiolini Fatale un malore in bici

Fiora Bonelli
L’ultimo saluto a Poggiolini Fatale un malore in bici

Celebrati ieri i funerali di un “capercio doc”, protagonista della vita di paese Insegnante, commerciante e promotore di tante iniziative musicali e culturali

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Arcidosso

Arcidosso ha detto addio a uno dei suoi cittadini più amati. Si sono svolti, ieri pomeriggio, ad Arcidosso, i funerali di Carlo Poggiolini, in forma strettamente riservata come in questi tempi di coronavirus è d’obbligo.

La sua scomparsa ha lasciato nella costernazione tutta la comunità a nome della quale lo stesso sindaco Jacopo Marini ha espresso le condoglianze alla famiglia, ricordando il profilo e l’impegno dello scomparso, sulla pagina Facebook del Comune di Arcidosso. Poggiolini aveva 72 anni e se ne è andato all’improvviso, a causa di un malore che lo ha colto mentre col gruppo di ciclisti, di cui facevano parte lui e la moglie da decenni, si inerpicava verso il monte Buceto, nella zona dei Poggi, un luogo tante e tante volte percorso con la sua attività di ciclista appassionato. Durante la passeggiata Carlo è rimasto indietro rispetto al gruppo, accusando un malore. Soccorso immediatamente dalla moglie e dagli altri, è stato portato con l’autoambulanza all’ospedale di Castel del Piano, ma non è stato possibile salvarlo.

Una morte tanto più crudele proprio perché lo ha colto sul sellino di quella bicicletta che sempre era stata la sua più grande passione. Se ne è andato un protagonista della vita arcidossina a cui ha dedicato come “capercio doc” tutto se stesso, sia con la sua attività lavorativa sia come cultore e ricercatore di tante tradizioni del borgo dimenticate o scomparse. Poggiolini era stato insegnante all’Istituto professionale di Arcidosso ma aveva proseguito anche la storica attività nell’officina di ricambi del padre, che tutti conoscevano come “Balilla”, un nomignolo che continuava a identificare quel suo negozio che è un po’ la sentinella della circonvallazione di Arcidosso, luogo familiare e apprezzatissimo da tanti, soprattutto per la cordialità di Carlo e della moglie Fiorenza.

Ma, soprattutto, Poggiolini è stato l’anima di molte associazioni del paese, da quelle sportive a quelle ricreativo culturali e sociali ed ha fatto parte, come musicante, della banda di Arcidosso. Negli ultimi anni aveva dato vita, con altri arcidossini, all’associazione “Caperci doc” , motore di numerose iniziative: molto apprezzata la riedizione del “Canzoniere arcidossino” , una raccolta di canti e di musiche composte proprio per Arcidosso che sono state riproposte in un indimenticabile concerto tenuto al parco del Pero e poi rappresentate anche in un teatro di Roma, città dove molti di Arcidosso sono emigrati e risiedono. Grande successo, poi, per l’Epifania, l’ “arrivo dei Re Magi” e anche l’Infiorata di Pentecoste. Profondo conoscitore della vita del borgo, condivideva volentieri le sue conoscenze con l’ironia e la battuta pronta che lo hanno sempre contraddistinto. Ed infatti, nel libro “Il mio paese, Arcidosso e dintorni, i ricordi di un “capercio”, l’autore Emilio Sarti ringrazia nell’ultima pagina proprio Carlo «per aver contribuito alla realizzazione di questo libro».

Il sindaco Marini lo ricorda con parole commosse: «Caro Carlo, oggi, se fosse stato possibile, saresti stato come sempre tra i primi a venire alla Pieve, alla messa mattutina del mese di maggio. Mi piace ora pensarti in cielo tra le braccia della Madonna a cui volevi tanto bene. Ci stringiamo attorno al dolore dei familiari. Ci mancherai Carlo». —

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