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I gestori di piscine vedono nero «Così rischiamo di affogare»
Ancora non si parla di riapertura e i futuri vincoli fanno paura. La Virtus Buonconvento: «Contingentare gli accessi agli spogliatoi sarà complicato»
grosseto
«Sappiamo nuotare ma così ci affondate». È questo il messaggio che i gestori, i tecnici, gli addetti ai lavori e gli atleti vogliono far arrivare alle alte cariche dello Stato.
«In questi giorni – dice Gianluca Valeri, della Virtus Buonconvento di Siena che ha in gestione la piscina di Porto Santo Stefano, l’impianto “provinciale” di Grosseto e altre strutture in Toscana – si parla tanto di riaperture e ripresa per le attività, ma c’è un settore, quello sportivo e in particolare degli impianti natatori, che è in ginocchio». Ormai a quasi due mesi dalla chiusura, le società che gestiscono le piscine sono in grave difficoltà e migliaia di dipendenti e collaboratori del settore – solo la Virtus ne ha 300 a casa – sono senza stipendio.
Anche da questo settore parte una richiesta di aiuto. «Non sarà facile la ripresa degli sport acquatici, per le società che avranno ancora le forze per riaprire – commenta Valeri – anche perché saranno messe in campo delle restrizioni, che difficilmente permetteranno una libera e tranquilla gestione».
Se in acqua le cose possono andare pur con delle limitazioni sul numero degli accessi, sarà complicato adattare gli spogliatoi o contigentare gli ingressi ad essi. «Siamo in difficoltà e se non ci saranno degli aiuti a fondo perduto – osserva Valeri – chi gestisce impianti costosi non ha grandi speranze di ripartire. Chiediamo attenzione: si parli e si discuta nelle dovute aule la nostra posizione e il nostro futuro. Lo chiediamo non solo per le strutture e per gli operatori del settore, ma anche per tutti gli atleti».
Vede nero non solo chi gestisce le piscine ma anche chi ha una società che si dedica al nuoto; Orbetello, per esempio, ne ha una con molti iscritti e tanti nuotatori che da mesi sono a casa e che, non allenandosi, non pagano la quota alla società; si tratta del Gao Brinella nuoto pinnato. «I ragazzi sono a casa – dice Orietta Modestini Baldi, presidentessa della società – Subiremo l’abbandono di tanti atleti vanificando così anni di faticoso lavoro. Non riusciremo ad avere un ricambio tale da continuare l’attività agonistica che potrà riprendere in maniera ridotta solo nel 2021/2022 per essere competitivi solo l’anno successivo. La nostra società ha sempre organizzato corsi di nuoto al mare con trasporto: quest’anno non sarà possibile ed è una perdita ulteriore. Chiediamo un aiuto economico per noi e per tutte le società che hanno una situazione- fotocopia della nostra. Senza un sostegno saranno molte le società che chiuderanno i battenti». —
ivana agostini
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