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Negozi, è l’ora della protesta «Alziamo le saracinesche»
Le associazioni di categoria portavoce di tutti i commercianti: il 20% rischia di non riaprire più. Regole certe per la sicurezza e sostegno economico dallo Stato
Le Associazioni di categoria si mobilitano e chiedono a regione, governo e istituzioni locali sostegno alle attività produttive e al commercio. Ognuno a suo modo, ma con un unico obiettivo: dare ossigeno alle imprese consentendo loro di riaprire.
E “Riapriamo Toscana” si chiama il manifesto e la raccolta di firme lanciata da Cna regionale per chiedere al presidente Enrico Rossi e ai prefetti di far tirare su le saracinesche agli artigiani, alle aziende piccole e medie che rappresentano la spina dorsale dell’economia toscana, che sono ancora in standby e che rischiano di soffocare, in assenza di provvedimenti adeguati. Il modulo da compilare, firmare e inviare, entro il 3 maggio, all’indirizzo ripartiamo@cnatoscana. it si può scaricare dal sito dell’associazione grossetana all’indirizzo www. cnagrosseto. it. «Le imprese non hanno visto segnali concreti di aiuto, ma solo regole da rispettare e costi da sostenere», spiega la direttrice di Cna Anna Rita Bramerini. «Non vogliono continuare ad assistere inerti a una crisi che rischia di metterle definitivamente in ginocchio. Le nostre imprese vogliono riaprire. Lo vogliono fare nel pieno rispetto delle norme di sicurezza, che siano chiare e non contraddittorie, tra il livello nazionale e regionale, per la loro dignità, per sostenere il lavoro e l’occupazione» Stesso tema – riaprire – stesso modello, diversi i soggetti. Si chiama #vogliamoriaprire l’iniziativa di Confesercenti, una raccolta di firme per chiedere al Governo «la riapertura immediata, entro pochi giorni, di tutte le categorie del commercio (abbigliamento, accessori, calzature), l’attivazione di protocolli comportamentali e procedurali sostenibili (consapevoli che la salute pubblica deve essere garantita) per le attività che necessitano di adempimenti specifici, come ristorazione, mercati, fiere, parrucchieri, estetiste. Infine, Confesercenti chiede interventi a fondo perduto da parte dello Stato per sostenere le imprese e il reddito di tutti quei settori che non ripartiranno subito. «Un altro mese di rinvio per le attività commerciali e per tutti coloro che operano nel turismo – dice il presidente provinciale, Giovanni Caso – significa penalizzare ulteriormente una categoria che ha già pagato un conto sin troppo caro a questa crisi. In molti guardavano al 4 maggio per una parziale ripartenza e si stavano già preparando. Ora ci aspettiamo che il Governo intervenga con contributi a fondo perduto e dobbiamo trovare le soluzioni giuste per coniugare salute e ripartenza, altrimenti l’emergenza sanitaria si trasformerà anche in una catastrofe economica», conclude Caso. Confcommercio regionale, da parte sua, sta organizzando una grande manifestazione il 4 maggio, per chiedere al Governo e alla Regione di anticipare, a quella data, la riapertura di tutti i negozi al dettaglio, mentre al 18 maggio quella di tutti i pubblici esercizi. A livello locale, inoltre, l’associazione ha chiesto al prefetto di Grosseto di intercedere con il Governo e al presidente Enrico Rossi di farlo con il presidente del Consiglio, perché prendano in considerazione la proposta della riapertura il 4 e del 18 maggio. «Solo due settimane rispetto a quanto previsto, ma di fondamentale importanza per gli imprenditori del settore, senza entrate ormai da due mesi e dunque in grande sofferenza», scrive Confcommercio Grosseto, che stima nel 20 per cento la percentuale di imprese che rischiano la chiusura definitiva. All’insegna degli hashtag #riapriamoilcommercio e #riapriamoipubbliciesercizi, le attività commerciali iscritte all’associazione in tutta la Toscana sono invitate a manifestare il proprio dissenso, aprendo simbolicamente i negozi, alle 10. 30, ed esibendo la locandina dell’iniziativa. «Chiariamo che si tratta di un’azione puramente rappresentativa e di impatto mediatico, senza cortei o raduni nelle piazze – spiega Confcommercio Grosseto – perché è necessario attenersi alle regole ad oggi in vigore per il contenimento dei contagi. Non lasciamo che la rabbia prenda il sopravvento. Dobbiamo dimostrare che siamo pronti a gestire l’impresa in totale sicurezza». Sarà poi il presidente dell’associazione Carla Palmieri a portare tutte le istanze raccolte fino ad oggi al prefetto di Grosseto. –
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