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Niente giro nei poderi, i Canti del Maggio si intonano dai balconi
Le donne braccagnine non si sono date per vinte e hanno deciso di organizzare il tradizionale evento in una modalità assai originale
BRACCAGNI. «Questa volta hanno manovrato tutto le donne», confessa Maurilio Boni, presidente del Gruppo Tradizioni Popolari Galli Silvestro. E forse ci voleva, appunto, un pizzico di pragmatismo e un tocco di creatività che a volte solo le donne sanno avere per organizzare i Canti del Maggio braccagnino in una situazione del tutto straordinaria: l’emergenza sanitaria per il coronavirus. Le norme anti-contagio non consentono si andare di casa in casa, di podere in podere la sera del 30 aprile come vuole la tradizione e non permettono il raduno delle Squadre il Primo Maggio? Sì, è così. Ma non possono certo impedire che il canto maggiolino inondi il paese, riempia i cuori e salga verso il cielo. Si canterà dai balconi: che differenza fa? Forse sarà ancora più bello, più coinvolgente.
Sono giorni che il Gruppo Tradizioni Popolari Galli Silvestro in collaborazione con il Comitato Feste di Braccagni lavora alla versione straordinaria del Maggio. Che sarà, appunto, un Maggio dai balconi: allestiti, adornati, colorati con una miriade di fiori fatti a mano. Le donne braccagnine hanno creato sgargianti ghirlande lavorando con estro e abilità... le borsine della spesa: quelle “classiche”, in nylon, da cui sono spuntati fiori, che sono stati consegnanti ai negozi rimasti aperti – dal forno agli alimentari del paese – e dove chiunque ha potuto ritirarli (gratuitamente) per allestire il proprio balcone, che diventerà il palcoscenico da cui canterà.
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L’appuntamento è alle 18 del 30 aprile. Dai balconi, ovviamente. L’ouverture avrà le parole del poeta braccagnino Alessandro Cellini che ogni anno canta in rima il suo Maggio. È una ballata di forza e di speranza, più forte che mai quella di quest’anno: «...Ma se dell’uomo ripercorriam la scia/E andiamo indietro nel passato/Vediamo che con gran maestria/Ogni avversità lui poi ha superato/E allor non vinca la noia e l’apatia/Ed ogni cuore venga riscaldato/Quando l’emergenza poi sarà finita/Dovremo essere pronti a vivere la vita». E questo è solo un assaggio. «Non potevamo lasciar morire in sordina i Canti del Maggio – dice Donatella Cittadini, tra le organizzatrici – La speranza è che si un buon augurio come per tradizione ma anche per questa pandemia. Speriamo che tutti intonino i canti e che, soprattutto, si sentano». Non resta, dunque, che prendere parte all’appuntamento. Dal balcone.
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