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Raccolte le chiavi dei ristoranti Oggi la consegna ai sindaci
Da Follonica all’Amiata partita con il flash mob di ieri sera la protesta per le difficoltà del settore
Lina Senserini
Fiora Bonelli / grosseto
Luci accese, insegne illuminate, ma sale vuote e porte sbarrate. Il flash mob nazionale “Risorgiamo Italia”, che ieri sera ha coinvolto ristoranti, bar, pizzerie, gelaterie, in 22 comuni del Grossetano, ha dato la misura emotiva dell’Italia chiusa in casa. Chi ha aderito doveva illuminare il locale mezz’ora, dalle 21, postare le foto sui social e spegnere tutto.
Stamani il secondo round dell’iniziativa, organizzata dalla Federazione nazionale imprenditori della ristorazione, che in Maremma ha visto in prima linea il gruppo di ristoratori, nato due settimane fa a Follonica ed esteso rapidamente a tutta la provincia: dalle 9 in poi, la simbolica consegna delle chiavi ai sindaci, con la richiesta di “rovesciarle” sul tavolo del governo.
Ieri sera le chiavi sono state raccolte con modalità e organizzazione diverse: in un cesto posizionato davanti al caffè Ritual a Grosseto, portandole all’enogastronomia Marrini di Liliana Marrini (una delle promotrici del gruppo insieme a Roberto Conti) e al ristorante Beccofino a Follonica, solo per citare le città più grandi. Tutte con cartellino e biglietto da visita in vista. Con orari diversi, a seconda della disponibilità degli amministratori, uno o più incaricati stamani salgono in municipio, sfidando il divieto di andare in giro, certi che far valere le proprie ragioni possa configurarsi come una “comprovata” necessità.
Sull’Amiata chiavi in mano al presidente dell’Unione dei comuni dell’Amiata Massimo Galli. Gliele riconsegna a nome di decine di ristoratori e albergatori di Castel del Piano, Arcidosso, Santa Fiora e Seggiano, il guru della ristorazione amiatina, Ugo Quattrini. «Per evitare assembramenti, abbiamo scelto la strada della consegna al presidente dell’Unione. Le regole si rispettano». Ai comuni si chiede di sospendere le tasse comunali e di non permettere le sagre «che ci darebbero l’ultimo colpo di grazia», dice Quattrini. Anche a Castell’Azzara, Semproniano e Roccalbegna alcuni consegneranno le chiavi ai sindaci.
A Sorano sarà il sindaco Pierandrea Vanni a riceverle. «L’arrivo di turisti da altre regioni è impossibile – dice Roberto Santarelli, consigliere di Italia Viva e titolare di una pizzeria –. Scoraggiato quello all’interno della regione per ritardi e freni. Domenica avevamo attivato il servizio da asporto della pizzeria. Non c’è stata nemmeno una richiesta. E qui non ci sono casi di Covid 19. Vanni ha fatto una splendida lettera a Franceschini per la riapertura dei siti archeologici, ma vorremmo la stessa determinazione a sostegno di esercizi e aziende del turismo».
«Conte ha preso ulteriori 15 giorni – dice da Castiglione della Pescaia il presidente dei ristoratori Paolo Luciani – ma non ha capito che se non ha le idee chiare non apriremo più». L’iniziativa è stata appoggiata anche dal consorzio Maremma Experience. «Nessuno di noi è un pazzo che vuol mettere a ferro e fuoco l’Italia ma lo scenario è scandaloso e diventa insostenibile per il settore turistico», dice il presidente Enzo Riemma. —
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