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«La spiaggia libera resti tale» L’appello dei gestori di bagnetti

Giulia Sili
«La spiaggia libera resti tale» L’appello dei gestori di bagnetti

Il comitato Viale Italia aveva chiesto interventi per i tratti senza stabilimenti I balneari contrari all’ipotesi di realizzare strutture o chiudere gli accessi

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follonica

«La spiaggia libera deve restare tale»: ad affermarlo sono i gestori degli stabilimenti balneari di Follonica.

Nei giorni scorsi il comitato Viale Italia, quello che raccoglie tanti dei proprietari delle cosiddette “baracche” sul mare, aveva chiesto al commissario Alessandro Tortorella di intervenire. Ivan Grotto e Giovanni Balloni, presidente e vicepresidente dell’associazione in rappresentanza dei proprietari delle casette sul mare, avevano chiesto di «salvaguardare la propria salute e quella degli altri» interponendo una distanza maggiore tra casette e ombrelloni.

Vista la particolarità degli immobili che caratterizzano il litorale, piccole abitazioni costruite una di fianco all’altra con piccoli passaggi che permettono l’accesso al mare, Grotto e Balloni hanno infatti chiesto di disporre una fascia di sei metri sull’arenile tra le baracche e gli stabilimenti balneari fronte mare– Questo, dicono, «al fine di salvaguardare una fascia di sicurezza senza con ciò ridurre l’area in concessione» oggi aumentata dall’apposizione delle barriere. Una proposta che non è piaciuta per niente ai balneari: «La spiaggia libera secondo noi deve restare libera – dice l’associazione balneari Follonica guidata da Alessandro Gandi – ed è inaccettabile, e francamente anche un po’ immorale, la recente proposta della associazione dei proprietari di baracche che approfittando delle preoccupazioni sanitarie, vogliono farsi la spiaggia personale a spese della collettività».

E i balneari continuano: «Un’altra ipotesi che circola in molte parti d’Italia per vigilare la spiaggia libera è quella di controllare gli accessi per limitare l’afflusso di persone alla spiaggia. È nostra opinione che questa sia una ipotesi che, forse valida in molte zone costiere, sia molto difficile nella nostra città».

Questo perché a Follonica gli accessi alla spiaggia sono numerosissimi. I balneari credono quindi che l’unico modo per vigilare su eventuali comportamenti scorretti che potrebbero avvenire nella spiaggia libera sia quello di «pubblicizzare le norme sanitarie, avere fiducia nel senso di responsabilità e poi far controllare la spiaggia dalle forze dell’ordine, le uniche in possesso dell’autorità necessaria e che in questi mesi hanno dimostrato di saper fare il loro difficile lavoro».

A Follonica la spiaggia libera è circa la metà della spiaggia totale e uno dei temi presi in considerazione a livello nazionale è anche quello di affidare ai privati la gestione della spiaggia libera: «Noi crediamo che a Follonica una simile scelta sia sbagliata ed inattuabile – dice Gandi – anche perché Follonica ha da sempre una fortissima tradizione di spiaggia libera e molti concittadini e turisti vivrebbero molto male ogni ipotesi di sua riduzione». —

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