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Farnetani tuona contro il Governo «Stagione a rischio»
Il sindaco di Castiglione chiama i colleghi del G20 spiagge Servono date certe e progetti per rilanciare il turismo
castiglione della pescaia
L’ultimo Dpcm del presidente del consiglio Giuseppe Conte non è certo piaciuto al sindaco di Castiglione della Pescaia Giancarlo Farnetani: soprattutto sulle disposizioni che riguardano il turismo, con le aperture previste slittate sostanzialmente a giugno. Farnetani già poche ore dopo la conferenza stampa del premier, di solito molto attento ad usare le parole, è sbottato sulla sua pagina Facebook. Infine si è consultato con i 26 sindaci del G20 spiagge è ha vergato un documento duro, badando al sodo senza fronzoli, con l’incredulità, rabbia e sconcerto, che è stato il sentimento degli amministratori delle località balneari più importanti d’Italia. «Ci aspettavamo dal Dpcm della Fase 2 – ha detto Farnetani – date, modalità o un minimo di indicazioni per poter indirizzare le attività preliminare all’avvio della stagione turistica. Invece non c’è stato nulla su questo, se non uno sterile riferimento a dati turistici. Impegni nulli per il momento, che porteranno come conseguenza una ricaduta drammatica sull’interno tessuto economico, imprenditoriale e sociale dei territori che di turismo vivono, e solo per un periodo limitato dell’anno, quello estivo». Poi sempre a nome del G20s ha proseguito: «La voce corale dei sindaci balneari richiama con forza all’impegno verso questo settore, il capo del governo, i ministri competenti e i presidenti di Regioni, perché tutti s’impegnino ora a tirare fuori soluzioni immediate, altrimenti ci troveremo a settembre con un intero sistema che sarà al collasso. Non escludiamo nei prossimi giorni azioni eclatanti – ha aggiunto – per risvegliare l’attenzione del governo. Stiamo perdendo credibilità internazionale, i turisti andranno verso destinazioni più organizzate. Chiediamo che il governo Conte ci ascolti e vorremo includere queste azioni all’interno di uno specifico “Dpcm Turismo”, cosa che si può fare anche velocemente e lo dimostreremo concretamente nei prossimi giorni».
Il sindaco di Castiglione si dice già pronto per affrontare la situazione: «Noi sappiamo già come intervenire nei nostri territori – spiega – siamo in grado di realizzare in sicurezza con gli operatori tutti gli adempimenti che ci saranno richiesti. Ma adesso vorremmo date e regole certe, e noi saremo i primi a farle rispettare. Non è possibile immaginare di decidere l’apertura delle spiagge a ridosso dell’inizio della stagione estiva. L’avvio di una serie di attività dell’accoglienza, della ristorazione e la predisposizione degli arenili, necessitano di almeno 30-40 giorni di lavoro preparatorio. Ovviamente – conclude il sindaco – condivido appieno la necessità di scaglionare le riaperture, il “tutto e subito” sarebbe sbagliato e pericoloso. Ma serviva più coraggio, a partire dalla considerazione delle condizioni reali di salute delle comunità e quindi dalla conseguente differenziazione tra le varie regioni. Sulla stessa linea anche il Pd, con il responsabile turismo della segreteria provinciale Davide Bartolini che lancia anche lui alcune proposte: «Si doveva coinvolgere anche chi opera in questo settore – ha detto Bartolini – promuovendo un protocollo sanitario univoco, meno burocrazia, maggiore collaborazione tra i due Ambiti turistici della Provincia di Grosseto e percorsi per legare il mare all’entroterra. L’emergenza Covid 19 rischia di fermare un intero settore produttivo quello del turismo che in Italia genera il 13% del pil nazionale e conta circa 4.2 milioni di occupati. In Toscana nel 2019 sono stati registrati 48,5 milioni di pernottamenti evidenziando una regione ancora più attrattiva. I sindaci chiedono con forza un impegno del governo nei confronti di un sistema turistico, quello balneare da 70 milioni di presenze all’anno, che senza gli interventi ritenuti necessari se non vitali, nei prossimi mesi potrebbe dichiarare il proprio fallimento». — Enrico Giovannelli
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