Il presidio
Aria mai così pulita in città: è l’effetto lockdown
Nei primi tre mesi del 2020 l’Arpa registra nel capoluogo la maggiore diminuzione di polveri sottili rispetto all’intera regione
Alfredo Faetti / grosseto
Gli effetti benefici del lockdown sull’ambiente sono stati da subito facili da intuire. Poi sono arrivate le immagini inedite di corsi d’acqua tornati cristallini, non solo a Venezia ma anche in Maremma: vedi il Petraia a Follonica e alcune zone dell’Argentario.
Adesso però ci sono anche dei riscontri scientifici: l’Arpat ha pubblicato un bollettino sui dati legati alla qualità dell’aria in Toscana registrati nel primo trimestre 2020, comparandoli con quelli del triennio precedente.
Risultato: gli agenti inquinanti sono in diminuzione su tutto il territorio. Anche a Grosseto, zona tutt’altro che metropolitana, c’è un calo di ossidi di azoto e polveri sottili.
Lo studio è stato portato avanti attraverso i dati elaborati dalle stazioni orientate al traffico, installate lungo le arterie maggiormente segnate dalla viabilità. Sono dieci in tutto quelle prese in considerazione da Arpat: per la Maremma, quella di viale Sonnino di Grosseto. I risultati che vengono riportati quindi, non possono essere interpretati come provinciali ma relegati al solo capoluogo.
I risultati comunque sono chiari: in città l’aria è più pulita. Il report indica soprattutto la forte diminuzione di polveri sottili, che registrano un calo importante in rapporto sia al triennio 2017-2019 sia rispetto – in proporzione – al resto della Toscana.
«Le stazioni di FI-Gramsci e GR-Sonnino sono quelle – si legge nel report – per cui la diminuzione è più accentuata e il valore della mediana nel 2020 scende sotto il 25° percentile del triennio».
Tradotto in parole meno tecniche: rispetto alla media dei tre anni passi, fissa a 24 milionesimi di grammo (unità di misura di riferimento), la stazione Sonnino ha registrato solo 18 milionesimi di grammo. Una diminuzione che non ha avuto eguali in Toscana, se non appunto a Firenze.
Ma il confronto acquista ancor più significato se pensiamo che il capoluogo toscano è una città metropolitana, mentre quello maremmano no.
La diminuzione, com’è facile intuire, è arrivata nel mese di marzo, quando le restrizioni del governo sono entrate in vigore in tutta Italia, portando ad un calo anche degli ossidi di azoto, sebbene la differenza rispetto al recente passato non sia così significativa come invece è stata per le polveri sottili.
Riguardo comunque a questo inquinante, i grafici mostrano che se nella giornata tipo nel mese di marzo degli anni scorsi la media di ossidi di azoto superava anche i 60 milionesimi di grammo, il mese scorso non ha superato quota 40.
Oltre alla diffusione del virus, insomma, il lockdown ha fermato anche l’inquinamento.
«Non è possibile effettuare una correlazione diretta tra blocco delle attività ed effetti – conclude il report dell’Arpat – Tuttavia proprio per le caratteristiche di ubicazione delle stazioni esaminate gli effetti sugli inquinanti sono in prima analisi riconducibili alla riduzione dei volumi di traffico». —
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