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Un puzzle di coristi canta “Viva l’Italia”
Don Gianni apre la riflessione nella chat parrocchiale citando Umberto Eco, i minatori dedicano Bella Ciao a Sensi
Fiora Bonelli /castel del piano
Monumenti deserti eppure mai così colmi di passione, cori assemblati e recitati con commozione, immagini del presente e ricordi indelebili.
Un 25 Aprile così particolare, blindato e per questo ancor più simbolo di liberazione, è stato celebrato in Amiata in modi diversi, sia dalle istituzioni che dalle associazioni che dai singoli cittadini. Pur nella varietà di voci e di presenze, il filo che ha accomunato tutte le manifestazioni è stato il desiderio di superare il proprio isolamento e di fare comunità. Tutti hanno cercato contatti grazie alla rete ed è stata, sui social, un’esplosione di canzoni, di gesti simbolici, di commozione.
Ad Arcidosso, Castel del Piano, Santa Fiora, i sindaci Jacopo Marini, Michele Bartalini e Federico Balocchi, di fronte ai monumenti deserti dei caduti hanno deposto corone di alloro e ricordato il significato speciale della giornata, attualizzandone il valore e la portata. E così ha fatto anche Antonella Coppi, presidente dell’Anpi amiatina, affiancando di sindaco di Santa Fiora.
Il parroco di Castel del Piano, don Gianni Lanini, nella sua chat parrocchiale, ha aperto la quotidiana riflessione proprio ricordando in cosa consista la festa nazionale del 25 Aprile, e ha concluso citando Umberto Eco: «Davanti ai grandi del passato siamo solo nani, ma se sapremo stare in piedi sulle loro spalle, allora loro non avranno vissuto invano».
E poi l’esplosione, nei social, condivisi da centinaia di persone, dei video della Corale Giuseppe Verdi di Arcidosso, della cui particolarità ha parlato anche il telegiornale di Rete 4, e quello del Coro dei minatori di Santa Fiora. La Corale Verdi, in un commovente puzzle ricomposto del direttore Enrico Rinnoci, ha utilizzato per il 25 Aprile la canzone W l’Italia di Francesco De Gregori. L’hanno interpretata 32 coristi, che hanno recitato schegge singole della canzone e che hanno, alla fine, dato vita a un vero coro creato dalla abilità e dalla competenza del maestro Rinnoci.
Un grande lavoro reso possibile da strumenti tecnologici oggi a disposizione che fanno sembrare vero e non “virtuale” il coro dei magnifici 32. Un successo, perché fin dalle 9,30 di ieri, ora in cui il video è stato postato sulla pagina Facebook della Corale Verdi e sul suo canale Youtube, sono state centinaia le visualizzazioni, così come le condivisioni.
Altrettanto successo per il video diffuso dal Coro dei minatori di Santa Fiora, anch’esso costruito su singoli contributi dei coristi e degli amici del Minatori che hanno dedicato Bella ciao all’amico Ennio Sensi, scomparso lo scorso dicembre. Una dedica con un valore doppio, perché Sensi era una delle colonne portanti del Coro dei minatori e perché è stato a lungo, studioso della Resistenza e esponente dell’Anpi amiatina. L’ultimo passaggio del video lo ritrae, infatti, durante un’esibizione del coro, con la mano alzata a salutare pubblico ed amici.
E infine, ad Arcidosso i maestri Franco Galella e Marco Pericci hanno eseguito coi loro strumenti, a distanza regolamentare fra di loro, Bella ciao e L’Inno di Mameli. —
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