Il Tirreno

Grosseto

l’idea di un giovane agricoltore  

Si chiama Bróc l’agribirra che è made in Roccalbegna

Ugo Contini Bonacossi orgoglioso di far assaggiare la sua birra (foto scattata prima dell'inizio dell'emergenza coronavirus)
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Ugo Contini Bonacossi orgoglioso di far assaggiare la sua birra (foto scattata prima dell'inizio dell'emergenza coronavirus)

Giovane imprenditore acquista cinque ettari di terreni incolti e realizza il suo progetto: con successo.

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Roccalbegna. Dalle colline di Carmignano al borgo di Roccalbegna. È lungo questo percorso che si è realizzato il sogno di Ugo Contini Bonacossi, giovane imprenditore agricolo. La sua Bróc è una birra speciale e da tempo ha trovato spazio sugli scaffali dei tre supermercati grossetani a marchio Conad.

Dopo essersi laureato in viticoltura e enologia, nel 2011 lascia Prato e l’azienda vitivinicola di famiglia per trasferirsi a Roccalbegna. Qui acquista cinque ettari di terreno incolto e inizia a liberare i campi dalla fitta vegetazione.

È qui che nasce la Bróc, una birra agricola a produzione artigianale. Un’agribirra. Cioè una birra che viene prodotta con l’impiego di almeno il 51 per cento di orzo coltivato dall’agricoltore-produttore nella propria azienda. La Bróc infatti è realizzata con il 75% di orzo e frumento coltivati con metodo biologico da Ugo, a Roccalbegna; poi vengono aggiunti solo i migliori luppoli europei e le spezie; e l’acqua di montagna contribuisce al risultato finale.
 

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Il ciclo di produzione è chiuso, in seno all’azienda: dalla coltivazione dell’orzo nei campi, all’imbottigliamento che segue un processo produttivo che si avvicina più a quello del vino che a quello della birra industriale. E il nome? Il battesimo nasce dalla sintesi delle parole Birra e Roccalbegna: originale. Accanto a questo prodotto di successo, Ugo Contini Bonacossi sta lavorando ad altre birre stagionali di serie limitata, più vicine allo stile anglosassone.

Produce e imbottiglia poi vino naturale da agricoltura biologica, senza aggiunta (ovviamente) di agenti di fermentazione e coadiuvanti enologici. Con il giusto progetto d’impresa, insomma, anche Roccalbegna si rivela essere vocata alla coltivazione della vite.
 

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