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Casari e macellai, pastai e pasticcieri: «La ripresa sia nelle loro mani »
Grosseto. Dalla grande distribuzione, da Coldiretti e Legambiente parte l’appello per sostenere gli artigiani dell’agroalimentare.
GROSSETO. C’è un viaggio che è iniziato prima che esplodesse l’emergenza sanitaria per contenere il contagio da coronavirus: e il racconto di esso ora ha persino più senso di prima. È l’itinerario che l’imprenditore Paolo Degli Innocenti, presidente di Clodia Commerciale srl, la società proprietaria dei tre supermercati cittadini a marchio Conad, ha intrapreso con i suoi dipendenti nei laboratori artigianali dei loro piccoli fornitori che, messi tutti insieme, sono gli artefici dello sterminato bouquet di prodotti che possono connotare l’offerta di un marchio della grande distribuzione. Il viaggio venne compiuto per valorizzare il lavoro quotidiano di questi maestri che lavorano instancabilmente con le mani: e con l’intento di farli conoscere al grande pubblico; per esempio, sono stati al salumificio della frazione mignon roccastradina di Torniella – quello del principe delle salsicce Silvano Mori – e alla distilleria che sembra quasi una galleria d’arte di Agostino Jacobelli, e qui siamo al mare, a Capalbio, nella maison di un amaro-unicum, l’Etrusco.
RIALZARSI: COME?
Oggi la ripresa del racconto di quel viaggio che è stato fisico, tant’è che sono state scattate foto e ascoltate storie, assume un significato che è anche metaforico. In vista dell’allentamento dei vincoli del decreto che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato l’11 marzo blindando l’Italia da nord a sud, è doveroso chiedersi – anche se difficile rispondersi – quale sia la strada che l’Italia debba intraprendere per la ripresa economica di un paese che nel 2020 perderà il 9,9 per cento del suo prodotto interno lordo, secondo le stime di Standard & Poor’s, una delle prime agenzie internazionali di rating che misura, cioè, se e quanto un paese è solvibile in base anche all’affidabilità di società e imprese. Ebbene, se il nord del Belpaese punta sulla Grande Industria e gran parte della Toscana scalpita per la riapertura dei distretti manifatturieri storici – dal tessile di Prato al lapideo apuano – in Maremma, al netto del polo chimico della Piana di Scarlino, non c’è né l’una cosa né l’altra. C’è però un sottobosco fatto di piccoli imprenditori artigiani e per lo più della filiera alimentare che, se non possono rappresentare il basamento della ripresa (come potrebbero, quello è un ruolo che spetta ai grandi), possono contribuire a ricostruirne il pilastro. E a questo punto sostenerli diventa quasi un dovere – morale – a cui qualcuno, e questo fa ben sperare, ha già pensato.
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COLDIRETTI E I PACCHI PRO FAMIGLIA
Per esempio, Coldiretti ha inviato una lettera a tutti i sindaci della provincia di Grosseto perché la messa a punto dei pacchi alimentari a favore delle famiglie messe in difficoltà dall’emergenza sanitaria venga fatta con forniture di prodotti agroalimentari locali. «L’obiettivo prioritario – spiega Pietro Greco, direttore di Coldiretti Grosseto – è quello di combattere la crescente emergenza alimentare, rendendo disponibile la qualità dell’agricoltura made in Maremma a prezzi sostenibili; ma il nostro intento è anche quello di aiutare gli agricoltori locali che a causa di ritardi, disdette e blocchi del commercio con l’estero che si sommano ai problemi sul mercato interno (vedi la chiusura di bar, ristoranti e agriturismi), ad oggi vedono a rischio la propria attività registrando considerevoli quantità invendute di prodotto».
LEGAMBIENTE E LA SCELTA DEL KM0
Ma anche le associazioni ambientaliste sono intervenute lungo il medesimo solco. Legambiente, per esempio, ha acceso i riflettori sulla crisi del settore caseario e della pastorizia: «Il primo e più importante passo da fare è quello di “acquistare locale” – osserva Angelo Gentili, responsabile di Legambiente agricoltura – I prodotti della Maremma devono tornare sulle nostre tavole e essere commercializzati attraverso ogni canale possibile. Ci auguriamo che venga lanciato dalla Regione Toscana un appello a valorizzare i prodotti a km0, unica strategia attraverso la quale, anche nella fase post-emergenziale, sarà possibile rilanciare le nostre economie». Sollecitiamo poi la grande distribuzione organizzata – continua Gentili – a continuare ad acquistare tali prodotti per consentire ai consumatori di sostenere i produttori locali che in questo momento di emergenza sono in enorme difficoltà».
DAI PICCOLI AL GRANDE
L’appello di Legambiente è rilanciato da chi già valorizza di mestiere e per tradizione i produttori locali: «L’invito a tutti i nostri clienti è di acquistare i prodotti del territorio perché sono buoni e sani – osserva Paolo Degli Innocenti – e perché così daremo un aiuto concreto a far vivere la Maremma e l’Amiata. Vi propongo di proseguire il nostro viaggio con l’auspicio che possa essere da stimolo per una ripartenza consapevole. E allora, buon viaggio a tutti».
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