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«Subito il turno di ballottaggio Votiamo prima dell’estate»
Gruppo di associazioni lancia un appello al prefetto: «Serve una guida politica» Benini appoggia la richiesta, Di Giacinto invita a valutare i problemi sanitari
FOLLONICA
La città di Follonica chiede al prefetto Fabio Marsilio di effettuare il turno di ballottaggio prima dell’estate e quindi prima del periodo fissato dall’ultimo decreto-legge per non compromettere il futuro delle attività economiche del territorio.
Sono in tanti ad appoggiare la petizione inviata alla Prefettura e presente anche on line, soprattutto imprenditori che vedono il prolungarsi dell’assenza di un’amministrazione il possibile colpo definitivo al mondo turistico e commerciale del golfo. «Siamo in molti a credere che ci sia urgente bisogno di un interlocutore politico, qualunque esso sia – spiega Michele Cocola, presidente della Pro Loco Follonica, primo firmatario assieme fra gli altri all’Associazione Ristoranti Follonica, alla Federcuochi, alla Federalberghi, alla Lni, alla Follonica Sport, al Centro Commerciale Naturale dell’appello al prefetto – tutti, cittadini, volontari, lavoratori o imprenditori, abbiamo bisogno in questo momento e per il futuro di punti di riferimento quotidiani e che possano definire azioni di contenimento delle conseguenze sociali ed economiche oltre che di quelle legate alla salute».
Il pericolo secondo i promotori della richiesta è che la figura del commissario non basti nella delicata fase della ripresa ma serva un interlocutore politico con il quale ragionare di come far ripartire il motore economico cittadino e soprattutto come aiutare gli imprenditori in difficoltà con scelte e decisioni che vanno al di là dell’ordinaria amministrazione. «Il commissario Tortorella sta svolgendo un ruolo importante per il contenimento dell’emergenza sanitaria tanto che Follonica ha una situazione accettabile che non può essere messa a rischio: attenersi alle regole è necessario e va fatto con convinzione. Al di là delle modalità per la ripresa delle attività economiche però occorre anche assumere iniziative che nell’immediato riducano, quanto più possibile, la crisi, per altro già in atto negli anni scorsi, che sconvolge tutto il tessuto del nostro territorio. Il Covid-19 mette in discussione il futuro di tutti, soprattutto le piccole attività imprenditoriali sembrano non avere paracadute. Su questi aspetti il commissario non può avere poteri, non può intervenire su aspetti tributari e tariffari, non può svolgere azioni politiche e di coordinamento sugli affitti abitativi e commerciali, non può promuovere rapporti con altri livelli istituzionali, con le aziende dei servizi pubblici per contenere l’impatto delle tariffe su cittadini ed imprese».
Secondo i firmatari un nuovo rinvio del ballottaggio sarebbe adesso inopportuno. «Siamo in una situazione particolare rispetto ad altre scadenze elettorali: si tratta del solo ballottaggio, una scheda semplice e veloce. Si può costruire un protocollo di sicurezza per la gestione dei seggi e delle operazioni di voto. La democrazia non è in contrasto con la sicurezza delle persone e Follonica ha bisogno di una amministrazione comunale, qualunque essa sia: persone che conoscano il territorio e i suoi cittadini, i loro bisogni e le loro attività e che possano anche assumere decisioni straordinarie. Ipotizzare per il voto la seconda metà di giugno non sarebbe impresa impossibile e scellerata».
Anche i due candidati a sindaco hanno commentato la petizione: per Andrea Benini è «una iniziativa spontanea nata da alcuni cittadini che evidentemente registrano malessere e disagio in città, è comprensibile perché anche io sono estremamente preoccupato. Senza nulla togliere al commissario, che ha un ruolo diverso e lo sta svolgendo al meglio, a Follonica serve un’amministrazione operativa 24 ore al giorno. La città non ha bisogno di una campagna elettorale ma ha bisogno di una istituzione che sia un punto di riferimento fisico per le persone e gli operatori, affrontando la peggior stagione della storia italiana ed accompagnando la rinascita e la ripresa».
Per Massimo Di Giacinto «la petizione è sicuramente un esercizio di democrazia ed è legittima per far sapere che non si è d’accordo con la decisione. Mi sembra però che il destinatario non sia quello giusto, in quanto la decisione è stata presa con un decreto legge e si inserisce in un contesto di emergenza nazionale in cui è a rischio la salute dei cittadini. Io ero pronto a votare il 10 maggio, tanto che quando è giunta la notizia del rinvio avevo appena finito la presentazione del programma rivisto per la ripartenza. Se il Governo ha deciso di spostare la data di diversi mesi (e non settimane) è perché non sussistono realmente le condizioni per esercitare il voto in assoluta sicurezza». —
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