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«Ne usciremo solo se impariamo a essere prudenti e a volerci bene»
Ogni giorno 16 infermieri prelevano tamponi nel territorio La direttrice Tania Bambi racconta la sfida in prima linea
Francesca Ferri / grosseto
Si definisce una persona ottimista la dottoressa Tania Barbi, direttrice dell’assistenza infermieristica territoriale dell’area Grossetana, Colline Metallifere e Amiata grossetana. Ed è forse questo aspetto del suo carattere a farle cogliere il buono che anche una situazione così drammatica come quella provocata dalla pandemia da conoravirus è riuscita a far germogliare. Se le chiedi che cosa l’abbia colpita di più in questi mesi di emergenza, la risposta lascia di stucco: «La cosa che più colpisce è che i malati non sono preoccupati per se stessi. La domanda che fanno subito è: “E ora la mia famiglia? E chi è stato a contatto con me?”. Si preoccupano per gli altri – racconta –. Ricordo un paziente anziano, che vive con la moglie; usciva dal reparto di malattie infettive con due tamponi negativi, ma ha comunque preferito restare in isolamento per altre due settimane».
Con casi Covid gli infermieri e le infermiere che lavorano sul territorio hanno a che fare quotidianamente. Anzi, sono proprio gli infermieri che, ai quattro angoli della provincia, scovano i contagiati. A loro è affidato il compito di eseguire i tamponi, sia nelle strutture sanitarie e residenziali (le rsa) sia nelle case o in punti di raccolta con il metodo drive -thru.
Insomma, tra il personale sanitario, sono quelli in trincea. «La trincea presuppone morti e feriti. Preferisco dire in prima linea», corregge Barbi.
E di sicuro è una primissima linea. Nel caso di pazienti Covid in isolamento domiciliare, gli infermieri sono coloro che entrano direttamente nelle case, insieme al medico dell’unità Usca. «Il ruolo si è un po’ invertito – dice Tania Barbi –: adesso siamo noi gli ospiti».
Nuove modalità di assistenza nelle cure, nuove misure di protezione. Agli infermieri il coronavirus ha cambiato il modo di lavorare. «La laurea in scienze infermieristiche – spiega la direttrice – accerta le competenze per tutto l’ambito; poi c’è una preparazione specifica che acquisisci con il tirocinio e con l’esperienza». Il virus ha richiesto ulteriori importanti competenze. «Ad esempio nelle protezioni individuali – spiega Barbi –. L’infermiere che lavora sul territorio di solito come mezzi di protezione usava i guanti, al limite la mascherina. Adesso bisogna vestirsi dal copriscarpe alla cuffia con tutto un vestiario di protezione. Che va saputo indossare e soprattutto togliere, perché se lo togli in modo sbagliato ti contamini. Per questo abbiamo dovuto seguire dei corsi specifici con delle simulazioni».
Così bardati, ogni giorno, nel distretto Grossetano, Colline Metallifere e Amiata ci sono 16 infermieri impegnati nel prelevare i tamponi. Il numero dei prelievi varia a seconda delle necessità; ora sono 40-50 al giorno, ma si è arrivati a fare anche oltre 100 tamponi al giorno. Tra i cinque e i sette minuti il tempo medio per un prelievo. «Il più è vestirsi e svestirsi», dice Bambi. Accortezze che hanno dato i loro risultati.
«Abbiamo avuto due soli casi di infermieri contagiati: uno sull’Amiata, già tornato al lavoro, e una a Grosseto, in attesa del secondo tampone, entrambi con pochi sintomi».
Nella sanità dal 1984, dirigente infermieristica dal 2013, la dottoressa Barbi ha una solida esperienza alle spalle. Si sarebbe mai aspettata di affrontare una situazione del genere? «La percezione che sarebbe stata dura l’ho avuta già quando cominciarono a circolare le prime immagini dalla Cina – racconta Barbi –. Tutto il mio gruppo di lavoro cominciò a documentarsi. Dal punto di vista professionale è una sfida interessante che ci mette alla prova. E devo dire che nessuno si è tirato indietro. Anzi, a qualcuno dobbiamo ricordare che bisogna anche riposarsi».
Riusciremo a toglierci di torno questo virus? «Sì, ce lo leviamo di torno – conclude la dottoressa Barbi – ma bisogna imparare a essere prudenti e a volerci bene». E qui non si tratta di ottimismo, ma di una preziosa indicazione da tenere in gran conto. —
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