Italia
Infermiera finisce nella bufera «Mascherine? Sì, per pulirsi»
grosseto
Dopo il farmacista, che aveva pubblicato qualche giorno fa un video nel quale diceva che le mascherine distribuite dalla Regione sarebbero potute essere dannose per la salute invitando le persone a sporgere denuncia nel caso di effetti indesiderati, ieri nella bufera è finita un’infermiera dell’ospedale di Grosseto che per alcuni giorni ha sparato a zero sugli stessi presidi: «Sono ciofeche – ha scritto in alcuni commenti – Sono buone solo per pulirsi il c...». Commenti considerati inappropriati dall’ordine degli infermieri che ieri ha chiamato l’iscritta che al telefono si è scusata, dicendo che avrebbe cancellato tutto quello che aveva postato, ma difendendosi anche spiegando di aver voluto segnalare, in quel modo, anche quello che non andava nella distribuzione delle mascherine davanti ai supermercati. «Non vengono controllate le tessere sanitarie – aveva detto – Ci sono persone che hanno fatto il giro e se ne sono accaparrate a decine, altre invece sono rimaste senza».
Le mascherine criticate dal farmacista – per il quale si è riunito lunedì sera il consiglio dell’ordine che ha aperto un provvedimento disciplinare nei suoi confronti – e ora messe sotto accusa anche dall’infermiera, sono però state testate dall’Università di Firenze: le “Toscana 1”, quelle a triplo strato in tessuto non tessuto prodotte dalle imprese toscane che hanno raccolto l’invito della Regione, e distribuite in questi giorni nelle farmacie e nei supermercati di tutta la Toscana, sono efficienti e sicure, in grado di bloccare dal 97 al 100% di particelle, e sono compatibili con i requisiti di sicurezza delle mascherine chirurgiche a marchio CE.
Le mascherine “made in Toscana” sono state testate dal Dipartimento di chimica dell’Università di Firenze con strumentazione scientifica, attraverso due test di fondamentale importanza. Nel documento che dà conto dei due test, firmato dalla dottoressa Silvia Becagli, si chiarisce la differenza tra aerosol (insieme delle particelle liquide o solide disperse in aria) e aria (miscela di gas fra cui l’ossigeno, necessario per la respirazione e quindi per la vita). «Compito della mascherina – si spiega nel documento – è trattenere le particelle lasciando passare l’aria».
Il test dell’accendino, quindi, che stava andando per la maggiore sui social come prova della loro inefficacia, è stato smontato dall’Università. Test al quale veniva fatto riferimento anche in alcuni post commentati dall’infermiera.
L’Ordine degli infermieri ha richiamato la propria iscritta: non è infatti vietato scrivere sui social, ma è necessario farlo utilizzando un linguaggio appropriato e con argomentazioni costruttive. Elementi, questi, che sarebbero mancati nei post dell’infermiera: alcuni utenti infatti, hanno deciso di querelarla proprio per le parole scritte dalla donna durante queste discussioni. —
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