Italia
«I villaggi turistici vogliono riaprire»
Poggiali (Faita) invoca anche una minore pressione fiscale «Il campeggio soluzione più adatta per budget ridotti»
grosseto
«Riaprire i villaggi turistici con la consapevolezza che la situazione non sarà certo semplice». Giampiero Poggiali, presidente Faita Federcampeggi Toscana, aderente a Confcommercio, vede, nonostante la situazione dovuta all’emergenza Covid-19, uno spiraglio di ottimismo per aprire i campeggi.
Nei giorni scorsi la Federazione ha inviato alle istituzioni una linea guida generale con delle ipotesi per la riapertura. «Stiamo pensando alla riapertura – dice il presidente – consapevoli delle difficoltà che dovremo affrontare e del fatto che di certo non sarà una stagione estiva uguale alle altre». Poggiali sostiene quindi che la riapertura delle strutture sia indispensabile per riuscire a salvare il salvabile. «Eravamo preoccupati dal fatto di non poter entrare nei nostri villaggi per fare manutenzione ma fortunatamente adesso questo ci è concesso e quindi possiamo pensare anche a preparare le strutture per ospitare i turisti». Il presidente di Faita ha la consapevolezza che non si può sperare in una stagione da tutto esaurito. Tante le variabili da considerare oltre quella relativa all’emergenza sanitaria anche tutta una fetta di turismo estero che mancherà, la crisi economica di chi ha dovuto interrompere il lavoro. «Non sappiamo certo quante persone avranno la possibilità di fare le ferie durante l’estate che verrà – aggiunge – ma forse proprio il campeggio, per chi ha un budget non elevato per fare le vacanze, può essere la scelta giusta. Le nostre strutture poi offrono anche la possibilità di stare all’aperto e questo, in questo momento, può essere anche un vantaggio».
Ovviamente le strutture dovranno rispondere a determinati parametri che siano in grado di rispettare il distanziamento sociale previsto dalle norme. Questo per tutelare i turisti ma anche i dipendenti stagionali. Se nelle piazzole o nei bungalow le distanze saranno rispettate, rimane la capire come gestire gli spazi pubblici, principalmente i servizi igienici e il ristorante. «È qui che stiamo cercando di capire come poter gestire al meglio la situazione per garantire il rispetto delle norme – dice Poggiali – Stiamo anche pensando ad un servizio a “domicilio” dei pasti senza che il campeggiatore venga al ristorante».
Poggiali quindi non prende in considerazione l’idea di non riaprire le strutture. «Forse i campeggi veramente grandi, ma ce ne sono pochi in Toscana, possono valutare se convenga la riapertura ma la maggior parte dei nostri associati hanno villaggi costituiti in media da 300 piazzole e quindi aprire è l’unica soluzione».
Faita invoca una minore pressione fiscale: «La nostra stagione non sarà come le altre e quindi nessuno di noi potrà pagare le stesse cifre che ha pagato negli scorsi anni. Penso alla Tari che dovrà essere pagata indipendentemente da quante persone ospiteremo. Se i Comuni non ci verranno incontro sarà un problema di non poco conto». Poggiali invece ritiene un falso problema quello della tassa di soggiorno: «Non saranno certo i 50 centesimi al giorno che faranno scegliere o meno di andare in ferie». Il presidente Faita invita tutti ad aprire e soprattutto vuole rassicurare gli associati che la federazione sta facendo tutto il possibile, senza false promesse, insieme a Confcommercio, per garantire una riapertura in sicurezza. — i.a.
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