Il Tirreno

Grosseto

IL LUTTO 

Addio alla signora Vittoria e ai suoi meravigliosi 107 anni

Fiora Bonelli
Addio alla signora Vittoria e ai suoi meravigliosi 107 anni

Era la più anziana ospite della casa di riposo Vegni di Castel del Piano Lucida fino all’ultimo, prima di andarsene ha salutato con un cenno della mano

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Fiora Bonelli / castel del piano

Aveva festeggiato i suoi 106 anni lo scorso 21 settembre alla casa di riposo di Castel del Piano, circondata dall’affetto degli ospiti, degli operatori e degli amici.

Se ne è andata, assistita dagli infermieri della casa di riposo, venerdì scorso, e il suo funerale, privo di presenze, si è celebrato lunedì 20 aprile. È morta, nella asp Vegni di Castel del Piano a quasi 107 anni di età, Vittoria Buonsanto, la più anziana in assoluto della casa di riposo. Se l’è portata via una broncopolmonite.

Ricoverata all’ospedale alcuni giorni fa, dove era stata trasferita dalla casa di riposo, era risultata negativa al coronavirus, come negativa era ancora quando dall’ospedale era stata di nuovo riportata a casa sua.

Il Covid non ha avuto la meglio su di lei, ma la sua forte fibra ha alla fine ceduto al tempo e all’età.

Classe 1913, Vittoria era nata a San Vito dei Normanni in provincia di Brindisi. Di famiglia benestante, della buona borghesia brindisina (i suoi erano farmacisti), si era trasferita ancora assai giovane a Bari con le due sorelle, insegnanti di lettere e di matematica. E lei che non aveva frequentato l’Università ha accudito alle sorelle per tutta la vita, seguendole dove esse andavano a insegnare e occupandosi di loro. Nessuna delle tre si è mai sposata e dunque hanno continuato questa convivenza fino a quando Vittoria le ha perse entrambe, anche loro quasi centenarie. Nel 2000 le tre Buonsanto si trasferirono in Amiata, a Castel del Piano. Vittoria, come le due sorelle, è stata animata per tutta la vita da una grande devozione cristiana e amore verso gli altri. Restata sola, era stata affidata a un tutore, l’allora sindaco di Castel del Piano Franco Ulivieri nel 2009.

Franco Ulivieri, con la moglie Sandra ha seguito per 11 anni la signora Vittoria, che era legata a loro come a dei figli: «Una donna splendida – rammenta Ulivieri – una donna che pur non avendo studiato, si è fatta, nella vita, una sua cultura, con la passione per i libri e per ogni genere di informazione. Si è sacrificata per le sorelle per tutta la vita, ma si è sempre garantita degli spazi per sé. Aveva una fede religiosa potente e fino agli ultimi mesi, ha sempre recitato il rosario, non come gesto formale, ma come espressione di devozione sincera. Fino a poco tempo fa era capace di recitare a memoria poesie imparate alla scuola elementare. Mi ricordo che il giorno della grande festa organizzata per i suoi 100 anni ne recitò alcune in modo impeccabile. Sandra e io abbiamo avuto il piacere di salutarla in videochiamata poco prima che morisse. Il personale della casa di riposo che l’ha amorevolmente seguita in questi anni e in questi ultimi giorni, ci ha chiamato e messo in comunicazione con lei. Ci ha sorriso e fatto cenno con la mano. Così le abbiamo detto addio. Gli operatori sono stati splendidi e li ringraziamo di cuore per tutto l’affetto che le hanno dato in questi 11 anni». —

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