Il presidio
«Vivarelli Colonna deve prendersela sì Ma con chi sfrutta i braccianti»
grosseto
Il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha scritto alla ministra dell’agricoltura Teresa Bellanova per sollecitare misure che secondo il primo cittadino agevolerebbero la ripresa nel settore primario: e Valerio Fabiani, membro della direzione nazionale Pd e della segreteria del Pd Toscana interviene sul contenuto di quella comunicazione, in particolare sul tema dei braccianti agricoli.
«Il sindaco di Grosseto nella sua lettera alla Bellanova – scrive Fabiani – rilancia la linea ipocrita e disumana di Salvini. Rammenta alla ministra di aver giurato sulla Costituzione e davanti al popolo italiano, intanto si scorda degli impegni che si è assunto coi grossetani, soprattutto in un momento così delicato. Sarebbe utile che pensasse a svolgere il proprio mandato di sindaco di tutti i grossetani e la smettesse di fare il megafono di Salvini».
«Il governo e il Pd hanno posto un tema sacrosanto: la già inumana condizione in cui vivono tanti braccianti si sta aggravando con la pandemia. Stiamo parlando di 600mila lavoratori irregolari, costretti spesso in condizioni di schiavitù, condannati a vivere in ghetti che peraltro rischiano di diventare focolai incontrollabili di diffusione del virus. Si tratta di un fenomeno che è alla base di attività illegali, come le Agromafie, il cui fatturato è stimato a circa 25miliardi di euro (praticamente quanto una manovra finanziaria) e che mette in difficoltà le tante imprese agricole oneste. Inoltre se non si regolarizzano i braccianti irregolari, costoro non si possono recare nei campi perché non passerebbero l’attuale regime di controlli e i raccolti andrebbero in malora, a fronte di una situazione in cui le associazioni del comparto denunciano una importante carenza di manodopera».
«Se non si agisce per tempo con la regolarizzazione, ci saranno rischi enormi per la salute delle persone e difficoltà gravi per l’agricoltura italiana. Inoltre va aggiunto che per il reperimento di manodopera ci sono molti strumenti che possono far incontrare domanda e offerta nel più breve tempo possibile, che ci risultano sul tavolo dei ministri di agricoltura, lavoro e interni».
«Di fronte a tutto ciò – continua Fabiani – il sindaco di Grosseto scrive una lunga lettera alla ministra in cui non se la prende con chi fino a qui ha sfruttato i braccianti, ma con i braccianti stessi, sgridando la Ministra perché non pensa prima agli italiani».
«Come se, tra l’altro – conclude Fabiani – i campi in questione fossero in Tunisia e come se la reintroduzione dei voucher che lui propone fosse sufficiente a eliminare la terribile piaga dell’irregolarità e dello sfruttamento nel comparto» . —
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