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il lutto 

Con lui, la città finì in serie B: l’addio commosso a Vannoni

Michele Nannini
Con lui, la città finì in serie B: l’addio commosso a Vannoni

Il portiere follonichese negli anni ’70 fu preso nel Livorno, poi nel Ravenna Grande tifoso viola, ha guidato il settore giovanile della Massetana e del Montieri

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follonica

È stato il primo giocatore follonichese nella storia calcistica del Golfo ad entrare da protagonista nel calcio professionistico vestendo fra le altre le maglie di Livorno e Ravenna negli anni ’70.

La città del golfo piange Doriano Vannoni, scomparso a 73 anni all’ospedale Misericordia di Grosseto dove era ricoverato per l’aggravamento delle sue condizioni di salute.

Fino a quel momento nessuno da Follonica era riuscito ad approdare al calcio che conta, il primo fu proprio Vannoni che con pieno merito si guadagnò la chiamata del calcio professionistico grazie al suo fisico ed alla sua tecnica fra i pali.

Portiere di talento, dopo l’inizio a Follonica dove completò tutta la trafila del settore giovanile ha giocato giovanissimo per quattro anni a Piombino in quella che allora era la Quarta serie; fu quella la vetrina che lo mise in mostra e lo fece conoscere ai talent scout dell’epoca tanto che dopo l’esperienza in nerazzurro approdò direttamente in serie B con il Livorno di Armando Picchi prima di arrivare a Ravenna.

Nel calcio professionistico c’è stato a lungo, un mondo completamente diverso da quello attuale: «Quel calcio fatto di passione e sentimento ormai è scomparso – raccontava Vannoni al Tirreno qualche anno fa subito prima di un Grosseto-Ravenna – in Romagna è stata una delle più belle esperienze, una piazza piena di passione con tanta gente allo stadio e un calore tutto particolare».

Lasciata Ravenna la carriera di Doriano è continuata ancora a lungo ad ottimi livelli, con l’esperienza sempre in serie C a Crotone prima di scendere nelle categorie minori passando fra le altre squadre anche a Poggibonsi per poi chiudere con il calcio giocato nei primi anni ’80, prima nella Massetana e poi nel Follonica dove si divideva i pali con un altro grande portiere come Moreno Dottarelli, ex Torino e che con Doriano formava una coppia difficilmente penetrabile.

Una volta appesi i guanti al chiodo non ha però mai smesso di seguire il calcio e dedicarsi con passione a far crescere i giovani del territorio, iniziando proprio a Follonica a guidare i settori giovanili per poi approdare fra le altre squadre anche alla Massetana ed al Montieri «perché do una mano a chi me lo chiede», diceva Vannoni. Ai colori azzurri è sempre rimasto molto attaccato tanto che qualche anno fa provò anche con altri ex giocatori e dirigenti di provata esperienza a salvare l’Usd Follonica prima del fallimento. Quando poteva non mancava nemmeno di assistere dal vivo alle partite della Fiorentina, la squadra per cui tifava da sempre e che ha anche sfiorato da calciatore dopo un provino effettuato assieme ad altri coetanei follonichesi quando ancora militava nel settore giovanile del golfo.

Dopo aver chiuso con il calcio giocato ha lavorato a lungo nel settore chimico a Scarlino prima di raggiungere qualche anno fa la pensione. «Ciao Doriano, un saluto affettuoso e vigoroso ti giunga da noi del Golfo, follonichesi vecchi e nuovi – il ricordo di Rino Magagnini, memoria storica di Follonica e compagno di squadra di Vannoni – insieme alle tantissime persone che ti hanno conosciuto e apprezzato. Per nome tutti ti abbiamo indicato, piccoli e grandi, attratti dalla tua bellezza totale dentro e fuori e dai modi e sentimenti pacati e gentili, capaci di grande umanità. Così era anche per i tuoi amici di gruppo e quelli come Michele Spinelli, Maurizio Bulichelli, Nevio Baragatti, Roberto Baldaccini, che ti hanno assistito nell’ultimo difficile periodo della tua esistenza. Le radici delle tue famiglie affondano nella città fabbrica di fine ottocento: i Vannoni, Agordat (Il babbo), Abrantis, Furio e Massimo; i Bianconcini, Iride (la mamma), Egizia, Inaco e molti altri; i Gianfaldoni di Senzuno, a cui appartengono la moglie Stefania, la figlia Costanza e la suocera Volga. Ciao Doriano, espressione caratteristica e simbolica della nostra terra d’origine a cui siamo visceralmente attaccati, che godrà dei tuoi bei ricordi e ospiterà per sempre le tue ceneri». —

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