Il Tirreno

Grosseto

Anche Valerio Onida firma per l’Isgrec

Francesca Ferri
Il costituzionalista Valerio Onida (a sinistra) durante un incontro con l'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel 2013 (foto Ansa)
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Il costituzionalista Valerio Onida (a sinistra) durante un incontro con l'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel 2013 (foto Ansa)

Il presidente emerito della Corte Costituzionale è tra i sottoscrittori della petizione, che vola a quota 3.500

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Francesca Ferri /grosseto

È ormai una marea che invade ogni campo, dalle università alle più alte istituzioni della Repubblica, dalle scuole alle associazioni culturali. La petizione su weebly.com per appoggiare l’Isgrec, che la Provincia vuole sfrattare dalla sua sede, è arrivata a 3. 500 firme.

Tra le firme più recenti, spiccano quelle che arrivano dalla Corte Costituzionale: Valerio Onida, presidente emerito della Consulta, ex presidente dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri, professore emerito Università studi di Milano; Enzo Cheli, vicepresidente emerito; Silvana Sciarra, giudice. Ha firmato anche Cristina Ravaglia, ex ambasciatrice, ex direttrice generale per gli Italiani all’estero e Politiche migratorie, Ministero affari esteri.

Molte le personalità e istituzioni che si occupano di diritti delle donne (l’Isgrec ha un’importante sezione dedicata) come la giurista Esohe Aghatise (Iroko onlus), Luciana Tufani, editrice di Leggere Donna, Rossana Di Fazio, presidente della Società per l’enciclopedia delle donne.

Tra i firmatari anche Tomaso Montanari, storico dell’arte, accademico, saggista, professore ordinario all’Università per Stranieri di Siena; Paolo Morando, saggista e giornalista per Laterza, firma del quotidiano Il Trentino; Giacomo Mameli, giornalista e direttore artistico del festival letterario SetteSere SettePiazze SetteLibri Perdasdefogu (Nuoro); Marcello Cella, educatore e giornalista del programma radiofonico Balkania – Storie e suoni dall’Europa dell’Est di Pisa; Leonardo Rapone della rivista Studi Storici, già professore universitario; monsignor Giancarlo Manzoli, direttore dell’Ufficio beni culturali della Diocesi di Mantova.

Innumerevoli i docenti di università estere: Felia Allum, Bath; Francesco Cavallaro, direttore della “Pier Paolo Pasolini – Sprachschule” di Francoforte; Andrea Ruggeri, Oxford; Filippo Secchi, Canada; Aline Sierp, Maastricht University and memory studies association; Lorenzo Sala, Goethe Universität di Francoforte; Stefano Braghiroly (Tartu); Robert Wagman (Florida). Tra i colleghi italiani Mario Alberto Banti e Michele Battini (Pisa), Ilvo Diamanti (Urbino) e Piero Ignazi (Bologna), Enrico Mannari (Luiss).

Gli Istituti storici sulla Resistenza d’Italia hanno risposto in massa e con loro anche l’Anpi, l’Associazione nazionale ex internati con il presidente nazionale Orlando Materassi; Floriana Maris, Fondazione Memoria della deportazione di Milano; Grazia Tatò, Deputazione storia patria, Trieste; Ermanno Torrico, presidente dell’Istituto per la Storia del movimento di liberazione Cappellini, Urbino; Andrea Oldani, associazione PopHistory, Monza; Alexander Hobel, Fondazione Gramsci Roma.

Molte anche le personalità toscane: Sergio Gatteschi, presidente regionale Amici della Terra Toscana, Firenze; Bernardo Gozzini, direttore del consorzio Lamma di Firenze; Viola Grassenis, architetta Ocra Montalcino; Fiora Imberciadori, presidente dell’Associazione Ildebrando Imberciadori di Castel del Piano; Pär Larson, ricercatore Cnr, Istituto Opera del vocabolario italiano di Firenze; Serena Spinelli, consigliera regionale. Hanno firmato Anna Rita Bramerini, direttrice generale Cna Grosseto; Irene Silvestri, designer e imprenditrice di Grosseto; l’ex parlamentare Claudio Franci; il presidente della Fondazione Il Sole Massimiliano Frascino; l’avvocato Giovanni Gori dell’Associazione Archivio Foto Gori. —



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