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Per i malati di Covid-19 in corsia si sperimenta un farmaco off-label

Per i malati di Covid-19 in corsia si sperimenta un farmaco off-label

Al Misericordia avviato su 23 pazienti l’uso “fuori etichetta” del Baricitinib I trattamenti sono stati fatti dal 25 marzo al 9 aprile e i primi risultati sono buoni

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Sono ventitré a oggi i pazienti, ricoverati nella zona Covid dell’ospedale Misericordia di Grosseto, trattati con il farmaco Baricitinib, che viene somministrato loro in modalità cosiddetta off-label, sulla base di una proposta nata da Fabio Lena, direttore del Dipartimento del Farmaco, e da Gianluca Lacerenza, direttore facente funzione della farmacia ospedaliera.

Per off-label, letteralmente “fuori etichetta”, si intende farmaci che vengono impiegati, nella pratica clinica, per il trattamento di patologie e disturbi non previsti nel riassunto delle caratteristiche del prodotto. I farmaci off-label, quindi, sono farmaci già registrati e approvati, ma per indicazioni terapeutiche diverse rispetto ad altro utilizzo fuori etichetta, che in questo caso è il trattamento dell’infezione da virus Covid-19, per la quale non esiste ancora un farmaco registrato di efficacia approvata.

Già adesso è possibile ritenere promettenti risultati ottenuti, mentre si è comunque in attesa della dimissione, a giorni, degli ultimi pazienti trattati per poter avere una precisa risposta sull’esito sperato.

L’idea della sperimentazione, come detto, è partita da Lena e da Lacerenza che hanno proposto ai clinici di Grosseto di impiegare il Baricitinib nella terapia delle complicanze polmonari e tromboemboliche da polmonite Covid-19.

Una volta elaborata la proposta e presentata ai professionisti delle Malattie infettive il 20 marzo, è stato attivato un lavoro per affinare il protocollo di trattamento fuori etichetta portato avanti da una équipe multidisciplinare che ha coinvolto oltre ai medici di Malattie infettive, tra cui la direttrice Cesira Nencioni, gli infettivologi Camilla Puttini e Leonardo Croci, il direttore della Pneumologia Antonio Perrella e il direttore dell’Oncologia Carmelo Bengala. Successivamente, dal 25 marzo, sono iniziati i primi trattamenti sui pazienti autorizzati dall’azienda sanitaria.

«La terapia proposta – spiega il direttore del Dipartimento del Farmaco Lena – ha l’obiettivo di risolvere precocemente la gravità delle complicanze della patologia polmonare sul paziente, evitando di dover ricorrere alla ventilazione meccanica invasiva e non. Il trattamento, come da letteratura, potrebbe ridurre l’ingresso del virus nelle cellule oltre che ridurre il grado di infiammazione polmonare e quindi maggiori criticità conseguenti».

«Dopo aver ottenuto l’autorizzazione del comitato etico – dice il direttore della farmacia ospedaliera Nencioni – abbiamo presentato uno studio osservazionale retrospettivo per valutare i risultati dei trattamenti off-label con Baricitinib fatti dal 25 marzo al 9 aprile. I trattamenti sembrano dare i loro frutti, tuttavia è bene essere molto cauti anche per il ridotto numero dei pazienti a cui per ora è stato somministrato il farmaco».

È importante sottolineare – spiega l’Asl in una nota – che il trattamento farmacologico proposto prevede un attento monitoraggio ospedaliero e pertanto, ad oggi, può essere iniziato esclusivamente in ambiente di ricovero. Non è tuttavia escluso che, sempre sotto monitoraggio dello specialista ospedaliero, i pazienti possano concludere la terapia al proprio domicilio, decongestionando ulteriormente le strutture ospedaliere non intensive.

È inoltre in valutazione la progettazione di uno studio di trattamento con il farmaco Baricitinib, ai pazienti Covid, ospiti delle rsa e a quelli ricoverati nelle strutture di cure intermedie (ospedali di comunità). —



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