Il presidio
Tra piccole e medie ci sono differenze
grosseto
Letture interessanti arrivano comparando le risposte generali con quelle fornite dalle macroaree in cui sono state suddivisi gli intervistati: ad esempio, le piccole imprese (intese come quelle con un massimo di 15 dipendenti) e le medie (con oltre 16).
Riguardo alle criticità, emerge subito una differenza: pur restando come opzioni più indicate il deterioramento della liquidità e il calo drastico della domanda, si nota come la prima scelta ossia stata fatta soprattutto dalle imprese di minori dimensioni (il 55,3 per cento), mentre per quelle più grandi le due risposte assumono pari peso (34,4 per cento sia la liquidità che la domanda). Differenza che ritorna quando il tema è l’occupazione, scelta come opzione dal 6,6 per cento delle piccole e dal 18,8 delle medie. Lettura che cambia anche quando la domanda sono le esigenze: per le imprese medio-grandi è importante la cassa integrazione (43,8 per cento) mentre per quelle meno strutturate la priorità è l’individuazione di misure utili per facilitare l’accesso al credito (23 per cento) accompagnata dalla possibilità di sospendere muti e finanziamenti (22,07 per cento). Notevolmente diversa anche la percentuale sulla dilazione di ritenute e contributi: indicata dal 18,1 per cento delle medie imprese e solo dal 6,3 per cento di quelle piccole.
«In definitiva – conclude a riguardo il report riassuntivo del questionario – l’ennesima indicazione che le imprese stanno andando incontro a seri problemi di liquidità» . — A.F.
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