Il Tirreno

Grosseto

Tampone dall’auto, sala parto dedicata Così l’Ostetricia si è riorganizzata

Lina Senserini
Tampone dall’auto, sala parto dedicata Così l’Ostetricia si è riorganizzata

Massima sicurezza per le mamme e per i neonati. Il direttore Signore: «Chiediamo sacrifici ma è per il bene di tutti»

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I bambini vengono al mondo a prescindere dal coronavirus e l’ospedale di Grosseto, unico punto nascita della provincia, si è organizzato per garantire la massima sicurezza per mamme e neonati.

Tra marzo e aprile al Misericordia ci sono stati 125 parti, più o meno lo stesso numero dello scorso anno. A fronte di uno dei servizi sanitari ospedalieri che, come molti altri, non può essere sospeso, l’ospedale, hub covid per la Asl sud est insieme al San Donato di Arezzo, ha riorganizzato i percorsi ostetrici e ginecologici. La parola d’ordine è fare il tampone per tutti i casi che non richiedono un accesso in urgenza e, quando non è possibile, assistere le pazienti come se fossero positive al Covid. Per le donne in gravidanza, intanto, è previsto un tampone a partire dalla trentanovesima settimana, ripetuto ogni sette giorni fino al parto.

«Ci siamo organizzati con il test rapido dall’auto – spiega il direttore dell’Ostetricia e Ginecologia del Misericordia, Fabrizio Signore – facendo passare le donne davanti alla scuola di Robotica, dove due ostetriche fanno il tampone dal finestrino. Abbiamo regolamentato questa pratica con un protocollo aziendale, in modo che ogni donna si presenti al parto con il quadro della situazione rispetto al Covid».

Nel caso in cui ci sia un esito positivo, la paziente viene seguita in sorveglianza attiva a seconda dei sintomi. Se succede a ridosso del travaglio, al quarto piano del Misericordia è stata riservata una delle sale parto alle donne positive al coronavirus, oltre a un’area attigua per l’isolamento in attesa dell’esito del tampone. Il test viene fatto prima del ricovero anche alle donne che devono sottoporsi al cesareo programmato, a interruzione volontaria di gravidanza, a isteroscopia per sospetto oncologico, a raschiamento, a interventi di conizzazione per tumore della cervice, agli esami di secondo livello nello screening del tumore del collo dell’utero, tutti servizi che sono state mantenuti al Misericordia.

«Per queste pazienti è previsto il tampone prima del ricovero – aggiunge Fabrizio Signore – così come per le donne che devono subire interventi di chirurgia ginecologica oncologica a Orbetello, dove dal 31 marzo sono state spostate queste prestazioni. Resta da aggiungere che per i casi positivi al coronavirus c’è l’area Covid nell’ala nuova dell’ospedale».

Una sala operatoria è stata comunque lasciata attiva per le urgenze al quinto piano del “vecchio” Misericordia, riservata ai casi per i quali non c’è stato il tempo di avere l’esito del tampone. Dopodiché, se il risultato è positivo la paziente operata viene spostata per la degenza nell’area Covid, in caso contrario viene trasferita a Orbetello. E al momento del parto, l’accesso avviene dal pronto soccorso generale, che avvia la donna al pronto soccorso ostetrico e da lì alla sala parto. Se il travaglio si presenta prima della trentanovesima settimana e quindi non sono stati fatti i tamponi, la paziente viene trattenuta nell’area di isolamento, con la sala parto dedicata e considerata come positiva.

«Abbiamo pensato anche ai padri – dice Signore – mettendo a punto una procedura aziendale per consentire loro di stare con le compagne durante il travaglio e il parto. Per i casi di positività ci attrezzeremo con ipad o per collegarsi in videochiamata. La nascita di un figlio è un momento molto importante nella vita di una coppia ed è nostro desiderio assicurare la massima vicinanza possibile. Per il resto abbiamo osservato con favore che le famiglie rispondono bene, accettano di non poter far visita alle donne in ospedale, gli accessi al pronto soccorso avvengono solo quando c’è davvero bisogno. I nostri utenti stanno affrontando l’emergenza con grande maturità e senso di responsabilità. Da parte nostra abbiamo dovuto ridurre la durata del ricovero, quando possibile mettere una sola donna per stanza, considerando che tutte hanno fatto il tampone. Chiediamo sacrifici, ma è per la salute e l’incolumità di tutti. Abbiamo tante pazienti che vengono da altre province e dal viterbese, con percorsi diversi. A tutti dobbiamo garantire il massimo della sicurezza, così come abbiamo mantenuto ogni prestazione negli ambulatori e nei consultori, solo distanziando di più gli appuntamenti. L’importante è anche non lasciare sole le donne in un periodo tanto delicato della loro vita, come la gravidanza e il parto».

E proprio per stare più vicini alle pazienti, ci sono due numeri a disposizione per dubbi, problemi, richieste: 0564 485133, con orario 9 – 13, e 0564 483156, a cui risponde un’ostetrica h24. —



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