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Coronavirus e test, c’è l’accordo con i laboratori privati
La Regione Toscana ha dato il via libera per gli screening sierologici: due istituti di Grosseto e uno di Follonica saranno accreditati. Ecco come si procederà.
GROSSETO. La firma delle convenzioni arriverà probabilmente nelle prossime ore quando verrà definito il contratto di servizio, ma l’annuncio che tantissimi grossetani aspettavano è arrivato il 15 aprile: in città e a Follonica potranno essere fatti gli screening in tre laboratori di analisi privati. Non soltanto su delega del servizio sanitario ma anche ai lavoratori che rientrano nelle categorie dei servizi essenziali rimasti aperti fin dal primo Dpcm dell’11 marzo.
È il consigliere regionale e capogruppo del Pd in Toscana Leonardo Marras a dare l’annuncio sulla sua pagina di Facebook: «Lo aveva detto il presidente Rossi e adesso ci siamo: in Toscana partirà la prima grande mappatura di massa con, i primi, 400mila test sierologici. Ai laboratori del sistema sanitario regionale si uniranno quelli privati, sono 61 complessivamente che hanno aderito all’accordo, per arrivare a processare 10mila test al giorno - spiega - In provincia di Grosseto sono 3 i laboratori privati che parteciperanno allo screening, due a Grosseto e uno a Follonica; a loro, come agli altri privati, saranno distribuiti i kit dalla Regione e potranno anche, oltre all’attività commissionata dal sistema sanitario, effettuare altri esami sierologici in forma privata a quei soggetti appartenenti alle categorie di filiera essenziale individuate dal Dpcm dell’11 marzo, ad un costo complessivo di circa 25euro».
Il test che verrà fatto nei due laboratori di Grosseto e in quello di Follonica servirà attraverso il prelievo del sangue, a rintracciare due tipi di anticorpi, le IgM e le IgG. Le prime sono le immunglobuline M e compaiono nella fase iniziale del contagio e scompaiono prima; le seconde invece vengono sviluppate dall’organismo in una seconda fase e rimangono anche come bagaglio di difese immunitarie. Ecco, chi risulterà positivo alle IgG e negativo al tampone potrà essere dichiarato “immunizzato”, perché avrà già superato la malattia e potrà tornare al lavoro senza il rischio di essere contagioso.
I primi ad essere sottoposti, gratuitamente, al test saranno i lavoratori della sanità, sia pubblica che e privata, e gli ospiti e operatori delle Rsa. Quelli a pagamento invece, che avranno un costo di circa 25 euro, potranno essere fatti ai lavoratori definiti “essenziali” dal decreto del Presidente del consiglio. Tra loro ci sono i lavoratori della piccola e grande distribuzione alimentare, delle aziende che si occupano della raccolta dei rifiuti, dei dipendenti pubblici che hanno contatto con l’utenza, degli operatori degli uffici postali, bancari, operatori di servizi a domicilio, personale che si occupa di consegne a domicilio, giornalisti, edicolanti, operatori del trasporto pubblico, delle pompe funebri e alla polizia comunale e provinciale.
Ancora da definire la modalità con cui potrà svolgersi il servizio: i laboratori che hanno presentato domanda alla Regione, stanno cercando di capire se dovranno allungare ad esempio l’orario di apertura o se sarà necessario suddividere l’ingresso all’istituto per chi dovrà o vorrà essere sottoposto al test.
La domanda è alta da parte dei privati. Lo conferma il consigliere regionale Marras. «Nel giro di poche ore - dice - ho ricevuto più di cento richieste da parte di persone che volevano sapere come fare a sottoporsi allo screening».
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