Il Tirreno

Grosseto

Agenti di viaggio, perso l’80% del fatturato

Giovanna Mezzana

In 18 si sono “consorziati” per avanzare alcune richieste ai sindaci: da un bonus Tari alla promozione della Maremma

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grosseto

Il viaggio di piacere è ormai una chimera: anche per chi potrebbe economicamente permetterselo. È costata l’80 per cento del business l’emergenza sanitaria da coronavirus alle principali agenzie di viaggio della Maremma: e la corrosione del giro d’affari sarebbe stata del 100% se non fosse stato per l’emissione di qualche voucher, cioè un buono che mette in cassaforte le somme che erano già state versate a titolo di prenotazione, escamotage previsto da uno dei primi decreti del presidente del Consiglio. Gli agenti di viaggio sono una categoria che rientra a buon diritto nel settore turismo ma con prerogative ed esigenze proprie, e per la quale fino ad ora non è arrivato pressoché nessuno dei paracaduti lanciati dal governo per “curare” il Belpaese. È il momento di “consociarsi” perché l’unione fa la forza: così hanno fatto diciotto titolari di agenzie di viaggio della provincia di Grosseto.



È il 10 marzo e l’Italia diventa blindata. Gli agenti di viaggio sono alle prese con la gestione del rientro dei loro clienti – dagli Stati Uniti, dall’India, dall’Africa, dall’Australia – perché l’epidemia da Covid-19 sta diventando pandemia. Chiudono le loro agenzie e con i pc sotto il braccio vanno a casa. Da quel giorno è dai loro salotti che lavorano prima per favorire i rientri e poi per sbrigare una delle pratiche meno appaganti del loro mestiere: annullare le prenotazioni, soprattutto quelle all’estero; i tour delle vacanze pasquali, i viaggi di nozze e quelli delle ferie di inizio estate. E poi? Cercano di guardare al futuro, anche se l’orizzonte è a tinte fosche.



«Tra i nostri clienti c’è anche chi vorrebbe prenotare per novembre e dicembre – spiega Arianna Bernabini dell’agenzia di viaggio Jabalì di via Vinzaglio, a Grosseto, portavoce del neonato comitato – con destinazione la Sicilia o anche il Nord Europa, la Scandinavia, dove il contagio ha avuto numeri più contenuti. Per correttezza nei confronti dei nostri clienti, noi non ci sentiamo di accogliere le loro richieste perché ancora non sappiamo come si viaggerà. Noi pensiamo che, se tutto va bene, non torneremo a regime prima di gennaio 2021. E i mesi “vuoti” sono tanti».



Ecco perché gli agenti di viaggio che si sono riuniti in un comitato hanno chiesto di entrare a far parte del tavolo pro imprese (anche) turistiche battezzato dall’amministrazione comunale e coordinato dal vice-sindaco Luca Agresti: a Palazzo civico «chiediamo di venirci incontro per esempio sui pagamenti della Tari, somme per noi non trascurabili per lo smaltimento della carta dei cataloghi». Ma è anche un’altra la richiesta ai sindaci, ed è abbastanza originale per chi per mestiere promuove le mete extra-territorio: «Chiediamo una grande campagna di promozione della Maremma – dice Arianna – Molti dei nostri clienti sono imprenditori del turismo e balneari, che d’estate lavorano e al termine della bella stagione prenotano viaggi; se lavorano loro, ne beneficeremo anche noi». E poi c’è la partita con il governo: «Noi speriamo – continua Arianna – che diventi operativa l’ipotesi di garantire uno sconto Irpef a chi fa le vacanze in Italia; e speriamo che la misura sia allargata anche a chi dall’Italia fa vacanze all’estero. Per noi sarebbe un beneficio importante». –



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