Il Tirreno

Grosseto

l'emergenza covid-19/ il commercio

Su le saracinesche, tra speranza e paure

Giovanna Mezzana
Corso Carducci deserto il giorno di Pasquetta, il 13 aprile (Foto Agenzia fotografica Bf)
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Corso Carducci deserto il giorno di Pasquetta, il 13 aprile (Foto Agenzia fotografica Bf)

Grosseto, il decreto del 10 aprile allenta le maglie delle restrizioni per il contenimento del contagio da coronavirus. Dal 14 aprile alcuni negozi possono riaprire: ecco quali. E tra i commercianti c’è chi esulta e chi invece teme per la propria salute

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GROSSETO. Posticipa l’inizio della cosiddetta Fase 2 allungando fino al 3 maggio il periodo in cui resteranno in vigore le misure per il contenimento dell’epidemia da coronavirus il decreto del 10 aprile del premier Conte, ma – al contempo – allenta anche la morsa della blindatura dell’Italia. Da oggi infatti potranno riaprire attività – commerciali, di servizi per la persona e produttive – non considerate di prima necessità e che, dunque, fino ad ora erano state serrate. Dalla Maremma all’Amiata alle Colline Metallifere, la nuova disposizione divide commercianti, esercenti e imprenditori tra chi accoglie con favore l’allargamento delle maglie e chi si appresta a riaprire bottega ma non senza timori.

I NEGOZI APERTI

Tra conferme e novità, l’elenco completo di chi da oggi può stare aperto è contenuto negli allegati 1, 2 e 3 del decreto firmato il 10 aprile dal presidente del Consiglio e dal ministro della salute Roberto Speranza. L’allegato 2 elenca le attività di servizio alla persona che sono operative – lavanderie, tintorie e pompe funebri – e l’allegato 3 quelle produttive e di commercio all’ingrosso. L’allegato 1, invece, in particolare, è dedicato al commercio al dettaglio e riguarda, dunque, direttamente il cittadino-consumatore; da oggi, potranno riaprire e/o continuare ad essere aperti: gli ipermercati, i supermercati, i discount alimentari, chi vende alimentari in genere e surgelati; i negozi di computer, elettronica di consumo ed elettrodomestici; i tabaccai; i benzinai; le ferramenta e i negozi di materiale elettrico e termoidraulico; le edicole; le farmacie e le parafarmacie; chi vende articoli per l’igiene personale, saponi e detersivi, articoli igienico-sanitari; ottica e fotografia; negozi specializzati per gli animali domestici. Ma, soprattutto, possono riaprire: le cartolerie – la cui chiusura aveva alimentato non poche polemiche e la cui riapertura è una battaglia vinta per Confcommercio e Confesercenti Grosseto – le librerie e i negozi di abbigliamento per bambini.

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IL SENTIMENTO DIFFUSO

«C’è chi è molto contento di poter riaprire la propria attività dato che la chiusura si è prolungata più di quanto inizialmente si poteva immaginare – nota Gloria Faragli di Confesercenti Grosseto – ma c’è anche chi è preoccupato perché non vuole entrare in situazioni di rischio; commercianti ed esercenti faranno molta attenzione a rispettare le regole previste per le riaperture: e non solo perché è stabilito dalla norma ma per tutelare la propria salute e quella dei clienti».

IL DIKTAT ANTI-CONTAGIO

L’allegato 5 al decreto del 10 aprile introduce invece misure nette per ridurre le possibilità di contagio durante gli acquisti: il distanziamento interpersonale deve essere garantito in tutte le attività; l’ambiente deve essere igienizzato almeno due volte al giorno; negli ambienti deve esserci adeguata aereazione naturale e ricambio d’aria; gel e prodotti per disinfettare le mani devono essere disponibili accanto alla cassa e ai Pos; negli ambienti chiusi si devono utilizzare le mascherine; si devono indossare guanti usa-e-getta; l’accesso ai negozi deve essere regolamentato e scaglionato: attraverso un ampliamento dell’orario di apertura e nei locali fino a 40 mq può accedere una persona alla volta,oltre a un massimo di due operatori.
 

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