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Barella di biocontenimento in dotazione al Misericordia
GROSSETO
Dall’8 aprile, l’ospedale di Grosseto ha a disposizione una barella “di biocontenimento”, da utilizzare per il trasporto di persone positive al coronavirus, evitando il rischio di contaminazioni e la conseguente sanificazione dei percorsi.
«Il Misericordia non aveva questa dotazione, importantissima ora con l’emergenza Covid-19, ma da utilizzare in futuro per i pazienti con malattie infettive, che devono essere spostati da una parte all’altra dell’ospedale, garantendo l’isolamento», spiega la direttrice del Misericordia e della rete ospedaliera aziendale, Monica Calamai, che ha fornito della stessa barella anche il San Donato di Arezzo. «Quello che stiamo facendo ora – aggiunge – sarà utile anche per il futuro, una volta terminata questa emergenza». Basti pensare, neanche tanto tempo fa, all’epidemia di influenza suina o ai casi di meningite che scossero la Toscana. Situazioni meno estese, ma che richiesero una diversa organizzazione dei percorsi ospedalieri. La barella di biocontenimento è caratterizzata da una copertura, con un filtro per la depurazione dell’aria.
È fatta in modo che, una volta sistemato il paziente, possa essere sigillata con una chiusura di sicurezza che impedisce ogni scambio con l’esterno. L’aria esce filtrata per evitare il rischio di contaminazione, mentre il sottovuoto interno consente di inserire eventuali oggetti senza che ci sia fuoriuscita. Se occorre intervenire sul paziente, ci sono gli ingressi laterali con i manicotti per le braccia e la protezione dei guanti.
Sarà utilizzata per gli spostamenti nell’area no-Covid dell’ospedale, ad esempio nei trasferimenti dal pronto soccorso o per fare esami diagnostici, garantendo la massima sicurezza per il personale e per la “pulizia” del percorso. —
L.S.
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