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Addio Mirro, decano dei sub della Maremma
Grosseto. Due anni fa Casimirro Rabagli aveva festeggiato i 100 anni della sua ferramenta, da tempo nella zona artigianale.
GROSSETO. Aveva festeggiato i cento anni dell’attività che porta il suo cognome, la ferramenta Rabagli in via Giordania. La festa era stata doppia: al secolo della società, si erano aggiunti i suoi 90 anni, passati quasi tutti dietro a quel bancone, nel negozio aperto solo dieci anni prima che Casimirro Rabagli nascesse, dal padre Siro.
La mattina del 13 aprile, a 92 anni, il suo cuore ha avuto un sussulto diverso dagli altri e si è fermato. È morto nella sua abitazione, Casimirro, circondato dall’amore della sua famiglia, della moglie Dania Clementini e delle tre figlie femmine, Claudia, Natalina e Marta che non potranno nemmeno accompagnarlo nel suo ultimo viaggio, a causa delle restrizioni per il Covid 19. La salma di Mirro, come lo chiamavano tutti i suoi amici e conoscenti, sarà cremata e finita l’emergenza, l’urna con le ceneri verrà portata nella cappella di famiglia al cimitero di Sterpeto.
Fino a sei anni fa, Casimirro ha continuato a darsi da fare nell’attività di famiglia, dove lavorano le figlie Claudia e Natalina, mentre Marta insegna al liceo artistico.
Rabagli aveva cominciato a prendere confidenza con la vita della ferramenta fin da quando era piccolo: aveva cominciato a lavorare con il padre Siro, poi era rimasto alla guida dell’attività, tramandata alle figlie.
«Io non invecchio - diceva sempre - perché compio gli anni ogni quattro»: lo raccontava sempre, questo aneddoto. Casimirro infatti, come poteva succedere solo nelle storie di un tempo, era nato il 29 febbraio 1928. Un suo zio però, lo fece segnare all’anagrafe con la data del 27 di febbraio, scartando il 28 perché sarebbe stato lo stesso numero dell’anno di nascita e temeva che gli potesse portare sfortuna.
Su quella data di nascita spostata all’indietro, su quell’essere nato in un giorno che esiste solo ogni quattro anni, Mirro scherzava in continuazione. Con la sua famiglia, con gli amici, tantissimi, con i compagni di caccia e con quelli del gruppo sub che ha guidato fin da ragazzo, quando ha cominciato a fare le immersioni.
Rabagli è stato uno dei decani della subacquea a Grosseto: aveva una barca e per anni ha accompagnato intere generazioni di diving a scoprire le meraviglie dei fondali. Il mare era la sua grande passione e infatti ha continuato a immergersi fino a quando, a 75 anni, ha dovuto mettere via bombole e gav.
La sua simpatia, la sua voglia di vivere, il suo amore per la famiglia e per il lavoro, erano contagiosi. Aveva avuto l’onere e l’onore di portare avanti un’azienda che si era anche meritata il motto fondato dai grossetani: quel “Rabagli e non ti sbagli” che ha sempre dato la dimensione di quanta cura fosse sempre stata messa in quell’attività.
Casimirro se n’è andato in un momento in cui amici e parenti non potranno nemmeno andare a salutarlo per l’ultima volta. Potranno però portarlo dentro di loro, con quel gran sorriso che aveva sempre utilizzato per tirare su il morale a chi incrociava il suo cammino.
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