Il Tirreno

Grosseto

Rispetto e gratitudine per chi ci aiuta di là dal bancone

Rosy Falcone* ; *Mental coach www. rosyfalcone. it

La vendita dei medicinali è un’attività che mette a rischio la salute anche psicologica degli operatori ma che non può essere interrotta 

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ALLENARE LA MENTE

Rosy Falcone*

Molte sono le professionalità che, in prima fila, si stanno battendo per costruire l’argine alla diffusione di questa terribile epidemia. Non finiremo mai di ringraziare i medici e gli infermieri che stanno pagando con un elevatissimo contributo di vite umane il loro impegno e la loro abnegazione al lavoro. Ma è anche doveroso ricordare il ruolo fondamentale, in questa situazione, del mondo delle farmacie. La figura del farmacista, un tempo elemento cardine della società, trovava la sua massima valorizzazione nelle piccole comunità dove insieme al sindaco, al medico e al maresciallo dei carabinieri costituiva uno dei punti di riferimento per consigli spesso anche non di tipo sanitario.

In questi ultimi 20 anni ho percorso l’Italia in lungo ed in largo per svolgere la mia attività di Pharmacoaching presso le farmacie di quasi tutte le regioni del nostro Paese e sono rimasta sempre favorevolmente impressionata dalla professionalità e dalla disponibilità nei riguardi dei clienti/pazienti. Ho assistito, vissuto e pilotato molti cambiamenti che hanno attraversato il mondo dei farmacisti e ho apprezzato la voglia di molti di mettersi in discussione accettando la sfida del cambiamento. Pochi conoscono le profonde trasformazioni avvenute in questo “mondo professionale” un tempo a gestione di tipo familiare ed ora diventato una vera azienda con i tanti problemi burocratici e amministrativi, pochi sono a conoscenza dei cambiamenti in corso con l’avvento delle grosse catene finanziarie che stanno acquistando centinaia di farmacie e infine pochi comprendono gli effetti legati alla diffusione delle vendita “on line” dei farmaci, elementi tutti questi fortemente destabilizzanti. Il turbine di queste trasformazioni avrebbe potuto favorire la motivazione ma, in realtà , non ha modificato minimamente la professionalità con la quale i farmacisti si sono sempre rapportati con i clienti. Una delle cose che mi ha colpito è stata la constatazione che in una società che ha come regola il “fare presto” i clienti/pazienti della Farmacia costituiscono l’eccezione in quanto essi richiedono consigli e suggerimenti che vanno forniti non solo con professionalità ma anche con la giusta tecnica di comunicazione.

Quanto detto ha trovato la sua massima espressione in questi giorni in cui i farmacisti hanno contribuito e stanno contribuendo a costruire quell’argine necessario per fronteggiare non solo la diffusione del virus quanto anche la paura e l’insicurezza che stanno diffondendosi tra la popolazione. In un primo tempo anche questi lavoratori sono stati costretti a fronteggiare la situazione di pericolo senza regole e senza presidi di protezione con il risultato che parecchi sono rimasti contagiati senza per altro interrompere, la distribuzione dei farmaci garantendo la continuità terapeutica. Anche questi professionisti hanno ed avranno, verosimilmente, ripercussioni psicologiche dovute alla paura non solo del contagio personale quand’anche al timore di trasmetterlo ai propri cari. Tra i tanti, ripetuti, inviti che vengono rivolti alla popolazione attraverso telegiornali, talk show e carta stampata nessuno ha ricordato alla popolazione che non bisogna recarsi in farmacia per creare un alibi alla propria voglia/necessità fisica di uscire da casa ma solo per acquistare farmaci. Spesso, a dire di alcuni farmacisti, la gente non ha bisogno di farmaci ma si reca ad acquistare prodotti di bellezza superflui se non inutili. Noi tutti dovremmo avere un maggiore rispetto per questi professionisti in quanto il contagio si previene non solo con la riduzione dei contatti personali grazie alla quarantena domiciliare ma anche limitando inutili presenze negli esercizi commerciali includendo in questa categoria anche le farmacie. Quando tutto sarà finito ricorderemo con gratitudine l’impegno di tutti i professionisti che si sono spesi in prima fila con grandi sacrifici nell’interesse della comunità e forse restituiremo ai farmacisti quel ruolo importante nella sanità territoriale che spesso sottovalutiamo.

Infine, invito tutti a perseverare nel rispetto delle misure di isolamento perché ricordiamoci che “il distanziamento sociale è un farmaco a lento rilascio” e produce i suoi effetti con il tempo. —





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