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L’Ars divulga il suo report Nell’Asl sud est il più basso numero di contagi
Lina Senserini / GROSSETO
Grosseto è tra le province toscane meno colpite dal coronavirus e con una mortalità più bassa, in linea con Siena e Arezzo. A dirlo è l’Ars, l’Agenzia regionale di sanità, che due giorni fa ha diffuso il rapporto “Ricostruzione di scenari dell’epidemia Covid-19 in Toscana”, con il quale fotografa la situazione attuale, con una proiezione sugli scenari futuri.
Il rapporto è stato elaborato in collaborazione con i servizi di Epidemiologia delle tre Aziende sanitarie, che monitorano costantemente l’andamento del virus per fornire alle Asl stesse e alla Regione le basi tecnico-scientifiche per ogni successivo intervento. Ma la notizia ancora più incoraggiante è che, più in generale, il Covid-19 potrebbe aver imboccato la strada verso la fase discendente e, nelle prossime settimane, si vedranno i primi risultati della “cura” almeno in Toscana.
Tutta l’Asl sudest, quindi, risulta essere quella in cui si sono registrati i numeri più bassi di contagi (come si evince dalla figura), 12,6 ogni 10mila abitanti contro i 17 della media regionale, e di morti, 0,5 su 10mila raggiunti nell’ultima settimana.
In questo caso, tuttavia, si avvicina di più al dato medio della Toscana, che l’Ars calcola di poco oltre il 5 per cento.
Grosseto supera appena Arezzo nel tasso giornaliero di mortalità e si allinea con Siena nella rilevazione dell’8 e del 9 aprile.
Ma c’è anche un altro aspetto nell’andamento dei numeri che non deve essere trascurato. «Nel corso dell’epidemia – scrive l’Agenzia regionale – sono cambiati i protocolli sull’esecuzione dei tamponi ai casi sintomatici e non, e ai loro contatti, con un progressivo aumento del numero medio di test giornalieri in Toscana da 400 a oltre 3500 delle ultime due settimane».
Questi cambiamenti possono influire sul numero di positivi, dato che più test vengono fatti, più aumenta la probabilità di intercettare nuovi casi. L’ipotesi è supportata dal fatto che alla crescita dei positivi non corrisponde un numero maggiore di ricoverati. Inoltre, i valori reali oscillano molto da un giorno all’altro, probabilmente a causa dei ritardi nell’esecuzione delle analisi e nella comunicazione dei dati. A fronte di questa instabilità dei numeri, tuttavia, gli esperti dell’Ars non hanno dubbi e, pur con prudenza, ipotizzano che dalla seconda metà di aprile la diffusione del virus inizierà a calare. —
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