Il Tirreno

Grosseto

sorano: LA PASQUA AI TEMPI DEL VIRUS 

Don Antonio darà la benedizione pasquale affacciato al Masso Leopoldino

Fiora Bonelli
Don Antonio darà la benedizione pasquale affacciato al Masso Leopoldino

Per riceverla va esposto un drappo bianco. Si farà la supplica al crocifisso che, si narra, nel 1600 liberò il paese dalla peste

3 MINUTI DI LETTURA





Fiora Bonelli /sorano

La comunità di Sorano riceverà la benedizione pasquale dall’alto del Masso Leopoldino per mano del parroco don Antonio Minucci oggi alle 12. E ci sarà anche la supplica al Crocifisso miracoloso che liberò nel 1600 Sorano dalla peste. Il parroco porterà il santissimo crocifisso sul Masso Leopoldino e da quella terrazza scavata nel tufo che domina tutto il centro storico, dopo la recita della supplica, impartirà la benedizione al paese, alle famiglie e alle campagne.

Il Masso Leopoldino, noto anche come Rocca Vecchia, è una struttura fortificata situata nel centro storico di Sorano, in piazza del Poggio, all’estremità nord occidentale del borgo. Con le mura e la Fortezza Orsini era parte integrante del sistema difensivo della cittadina del tufo. Don Antonio ha fatto sapere alla comunità che chi vorrà ricevere la benedizione potrà farlo, restando nella propria abitazione, come prevedono le disposizioni attuali, ed esponendo un drappo bianco e una candela accesa, potrà unirsi spiritualmente a lui nella preghiera.

In cima al Masso Leopoldino con don Antonio ci sarà, per l’amministrazione comunale, su invito del parroco, il vicesindaco Luigi Buzi.

«Una volta – spiega don Antonio – sul masso di tufo che sovrasta ed è il simbolo di Sorano, c’era anche la chiesa di Santa Caterina, oggi scomparsa. Il Masso Leopoldino comprendeva fin dalle origini la Torre dell’Orologio ed era utilizzato sia come presidio con funzioni di avvistamento che come luogo di rifugio della popolazione in caso di assedio nemico. Il luogo permette di vedere tutto il borgo ed è per questo che ho deciso di impartire da lassù la benedizione pasquale. Con l’aiuto di due miei parrocchiani trasporteremo in cima al masso anche il Crocifisso, custodito nella chiesa di San Niccolò, che nel 1658 liberò Sorano dalla peste. Un Crocifisso ritenuto miracoloso, dunque, per il quale per tradizione viene fatta a maggio una processione per benedire le campagne che data l’emergenza Covid quest’anno non sarà possibile fare. Come nemmeno è stato possibile fare il triduo pasquale nella chiesa di San Niccolò, chiusa da febbraio per urgenti e inderogabili restauri e che se tutto va bene potremo sperare che riaprirà a Natale».

Adesso il parroco celebra messa nella chiesa del Cerreto del convento delle monache di clausura, perché Sorano non possiede altre chiese.

«I miei parrocchiani – dice – si sentono, come dire, orfani. Per questo ho pensato a una benedizione dall’alto del masso a cui chi vorrà, potrà partecipare con un telo bianco e una candela. Un gesto simbolico, perché c’è bisogno di fare comunità e di sentirsi un corpo unico».

E il parroco lo sa bene, tanto che all’inizio di questi due mesi di lockdown ha fatto riattaccare nel campanile di San Nicola la campana piccola dedicata proprio al santissimo crocifisso «che – dice don Antonio – tiro a mano io stesso alle 12, per avvertire che sto dicendo messa e alle 18 per il Rosario. L’iniziativa del suono della campana piccola ha avuto un grande riscontro fra i fedeli che mi hanno ringraziato con messaggi commoventi, segno di voglia di vicinanza e di partecipazione. E così penso che questa iniziativa della benedizione pasquale sarà gradita ai soranesi e spero che siano tanti i drappi bianchi che sventoleranno alle finestre in segno di buon augurio e di una Santa Pasqua comunitaria». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web