Con l’Isgrec anche l’ex ministro dell’istruzione. E la petizione on line vola oltre le 2.000 firme
Una valanga di sostegno all’Istituto che rischia di chiudere perché la sede che lo ospita, di proprietà della Provincia, non ha l’agibilità
GROSSETO. Sono tantissimi e, tra loro, ci sono moltissime personalità di spicco del mondo della cultura e della ricerca, a partire dall’ex ministro dell’Istruzione del governo Conte 2, Lorenzo Fioramonti.
È una valanga di firme quella che si sta rovesciando sulla Provincia di Grosseto per chiedere di trovare una sede all’Isgrec, a cui la stessa Provincia, il 5 marzo, ha intimato di lasciare la sua sede al Poderino di via De’ Barberi 61 a Grosseto. A seguito di un esposto anonimo, un sopralluogo ha messo nero su bianco quel che era noto da anni: la sede, di proprietà della Provincia, in alcune parti non ha l’attestato di agibilità. L’ente non ha mai provveduto a sistemare le cose e ha deciso di sfrattare l’Istituto, un fiore all’occhiello della ricerca, impegnato in progetti di livello europeo, attivo nelle scuole e nella formazione degli insegnanti, capace di attirare in città studiosi e ricercatori da tutto il Vecchio Continente. E con esso la sua biblioteca di 20mila volumi, la seconda più grande del comune.
A niente sono serviti gli appelli del presidente dell’Istituto rivolti al presidente della Provincia e sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna.
E così giovedì sera è stata lanciata una petizione on line sul portale weebly.com. Ieri le firme avevano superato quota 2.100.
Tra i firmatari, come accennato, anche l’ex ministro Fioramonti, l’ex presidente del consiglio e giudice costituzionale Giuliano Amato, i parlamentari Salvatore Allocca e Stefano Ceccanti, l’ex parlamentare radicale di +Europa Gianfranco Spadaccia. Ci sono poi praticamente tutti i rappresentanti degli Istituti storici della Resistenza e dell’età contemporanea d’Italia, che già avevano espresso solidarietà all’Isgrec attraverso la loro Rete.
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Tantissime sono le personalità del mondo accademico italiano come il professore Nicola Labanca, ordinario di Storia contemporanea all’Università di Siena, la professoressa Manuela Caiani, della Scuola Normale Superiore di Pisa, il professore emerito Riccardo Zipoli della Ca’ Foscari di Venezia. Non passano inosservati storici di peso come Paul Corner, tra i massimi storici del fascismo, Raul Pupo, tra i massimi conoscitori dell’esodo giuliano-dalmata e dei massacri delle foibe, lo storico e professore dell’università di Siena Giovanni Gozzini.
E con loro tantissimi colleghi degli atenei italiani (Tor Vergata, Firenze, Sassari, Modena e Reggio Emilia, Firenze, Cagliari, Catania, Macerata, Pisa, Udine, Roma Tre, Camerino, Perugia, Torino, Bologna, Milano, Milano Bicocca, Trieste, università della Calabria, Iulm) e stranieri, con i quali l’Isgrec collabora per i suoi progetti (Cranfield university, Inghilterra; Universitat autònoma de Barcelona, Universidad complutense Madrid, Bielefeld Universitaet, Germania; Università di Fiume/Rijeka, Universitée de Montpellier, Universidad de Valladolid, Spagna, Università di Helsinky, Università di Lisbona, University at Buffalo - SUNY).
Ci sono poi esponenti di tantissimi istituti di ricerca di storia e enti archivistici: il presidente dell’Istituto Ernesto De Martino di Sesto Fiorentino Stefano Arrighetti, la direttrice organizzativa dell’Archivio diaristico nazionale della Fondazione omonima Natalia Cangi, il coordinatore del Centro Filippo Buonarroti Toscana Ezio Mecacci, la presidente dell’Associazione nazionale archivistica di Roma Micaela Procaccia, la presidente del Centro Studi David Lazzaretti Anna Scattigno, il direttore scientifico della Fondazione Pietro Nenni Antonio Tedesco, il dirigente dell’Istituto centrale per gli archivi presso l’Archivio di Stato di Firenze Stefano Vitali, l’insegnante della Fondazione per le scienze religiose “Giovanni XXIII” Giovanni Turbanti.
Dall’Europa sono al fianco dell’Isgrec Fernanda Zanuzzi dell’Eurom – Fundaciò Solidaritat Ub di Barcellona, la funzionaria dell’Area promozione culturale del Ministero Affari esteri e della Cooperazione internazionale Silvia Vallini, Sonia Font dell’Association “Trajectoires” di Perpignan (Francia).
Ci sono poi giornalisti ed editori: Federico Fazzi di Qupé éditions Parigi, Mario Papalini di Effigi Castel del Piano, Marcello Baraghini di Strade Bianche, Giuseppe Galzerano, dell’omonima casa editrice salernitana.
Dalla Maremma arriva la firma dell’ex direttrice del Museo Archeologico e d’arte sacra di Grosseto, Mariagrazia Celuzza. Hanno firmato anche il segretario della Cgil Grosseto Claudio Renzetti e diversi esponenti dell’Anpi.
Anche il teatro si schiera al fianco dell’Isgrec. Hanno firmato Giorgio Zorcù di Accademia Mutamenti di Grosseto-Milano, Angelika Georg del Teatro Schabernack di Arcidosso, Antonello Nave di Altroteatro di Firenze, Claudio Ascoli di Chille de la balanza di Napoli, Daniela Marretti del Teatro Studio di Grosseto.
Molti sono anche i politici e gli amministratori pubblici, come il capogruppo Pd in Regione Leonardo Marras, diversi consiglieri comunali grossetani e della provincia, come Lorenzo Mascagni (Pd Grosseto) e diversi sindaci del Grossetano.
Ci sono poi medici, guide turistiche, pensionati, architetti, una valanga di insegnanti e studenti. E tantissimi, tantissimi grossetani.
Tantissime firme e unico messaggio rivolto al presidente della Provincia: trovi una casa per l’Isgrec e per la sua biblioteca. —
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