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Una petizione per salvare l'Isgrec: in 24 ore già 1.600 firme

Francesca Ferri
Da sinistra il direttore dell'Isgrec Loriano Valentini, il presidente Luca Verzichelli e la professoressa Luciana Rocchi (foto Agenzia Bf)
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Da sinistra il direttore dell'Isgrec Loriano Valentini, il presidente Luca Verzichelli e la professoressa Luciana Rocchi (foto Agenzia Bf)

Vola l'iniziativa on line per chiedere alla Provincia una soluzione per la sede dell’istituto, sfrattato da via De’ Barberi

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GROSSETO. È arrivata intorno alle mille e seicento firme in meno di ventiquattro ore la petizione, attraverso il portale weebly.com, alla Provincia di Grosseto per restituire una casa all’Isgrec, raccogliendo il sostegno anche di due parlamentari (il deputato Stefano Ceccanti e il senatore Salvatore Allocca), di tanti rappresentanti di associazioni italiane, professori, studenti, ricercatori, docenti universitari, ma anche impiegati, pensionati, casalinghe. Da ogni angolo del Paese, dall’estero e tatissimi grossetani.

L’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea rischia la chiusura se non sarà trovata una sede adeguata a ospitare le sue attività e la sua biblioteca, 600 metri lineari di materiale archivistico e bibliotecario.

Come è noto, a seguito di un esposto anonimo, la sede nel Poderino di via de’ Barberi 61 è stata dichiarata inagibile dalla Provincia di Grosseto, che ne è proprietaria, dopo un sopralluogo effettuato il 5 marzo. Alla stessa amministrazione provinciale l’Istituto aveva chiesto un intervento, attraverso il suo presidente Luca Verzichelli, per rendere la sede agibile o per trovarne una alternativa. Ma non sono arrivate risposte.

Il 2 giugno l’Isgrec compirà 27 anni, ma rischia di non arrivare a questo importante anni avversario nonostante sia entrato, a pieno titolo, nella storia della cultura di Grosseto e del suo territorio, al quale ha fornito un’importante attività di ricerca, formazione e disseminazione: attività e iniziative culturali, progettazione di ricerca storico-sociale e di formazione scolastica, interazione nelle politiche culturali di cui beneficiano le istituzioni locali, servizio bibliotecario e formazione per studenti e docenti con corsi di aggiornamento e laboratori, servizio civile regionale. Tra le ultime attività si ricordano l’importante sforzo per trasformare la scuolina di Maiano Lavacchio, luogo della strage fascista dei Martiri d’Istia, in un centro di memoria e studio europeo.

«Senza una sede adeguata tale missione andrà a morire – si legge nel testo della petizione on line, lanciata la sera di giovedì 9 aprile _. Le attività e i progetti realizzati (www.isgrec.it) toccano infatti funzioni sociali di formazione, aggiornamento e formazione continua, reclutamento e valorizzazione dei ricercatori. Verrà meno il servizio alla cittadinanza della biblioteca, che con i suoi 20mila volumi, è la seconda di Grosseto, aperta al pubblico 40 ore a settimana. Sarà dissolto un archivio che consta di oltre 20 fondi. Sarà impossibile la consultazione dei tanti materiali multimediali prodotti. Per non parlare delle impossibilità di celebrare decine di eventi in programma».

Possibile che in città non si trovi un luogo in grado di ospitare questo patrimonio? Possibile che le istituzioni vogliano permettersi di perdere un soggetto culturale integrato in reti locali, regionali, nazionali e europee, conosciuto a livello internazionale, che ogni anno sviluppa progetti europei portando sul territorio risorse e persone, tra ricercatori e studenti. Ad oggi l’unica proposta l’ha fatta il Comune: un ufficio in coabitazione con altre associazioni, solo in alcune fasce orarie, a uso segreteria. Una prospettiva che non risponde alle esigenze di un’istituzione come l’Isgrec. —

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