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Quaderni, pennarelli e anche fiori e semi Rossi autorizza la vendita ma è polemica
La Regione rimuove il divieto per la cancelleria e consente le vendite on line di beni non necessari. Confcommercio protesta
Lina SenserinI / grosseto
Pennarelli, quaderni, matite e articoli di cancelleria interdetti al pubblico, intere aree dei supermercati con questi prodotti transennate, negozi di cancelleria chiusi. È stata una delle conseguenze del decreto del governo dell’11 marzo, che ha scatenato proteste e lamentele di negozianti e cittadini. Ne aveva dato notizia Il Tirreno, sollecitando anche la Regione Toscana a intervenire, dato che a Milano e in Piemonte la “battaglia dei pennarelli” è stata vinta dalle famiglie e questi prodotti sono tornati accessibili.
Ieri il presidente Rossi ci ha messo una pezza, firmando un’ordinanza che è andata anche oltre. «Fiori, quaderni e giocattoli negli alimentari – scrive la Regione – consegne a casa per altre attività e autorizzazione alla vendita di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti e simili anche in questi esercizi».
Non solo, ma l’atto prevede anche che i negozi attualmente chiusi perché non vendono prodotti indispensabili, potranno riprendere le vendite on line, in televisione o a distanza, con consegne a domicilio o per corrispondenza.
Regola aurea: evitare contatti personali inferiori a un metro e ottanta, rispetto delle norme igieniche e sanitarie in tutta la filiera. «Trovata una soluzione anche per articoli di cartoleria, forniture per ufficio, giochi e giocattoli», conclude la Regione.
«Questi articoli si potranno vendere on line e per corrispondenza oppure nei negozi di generi alimentari o di altre attività commerciali non soggette a chiusura», leggi supermercati e grande distribuzione.
Su questa ultima specifica si è levata la protesta di Confcommercio Toscana a nome delle piccole imprese del settore.
«È inammissibile la decisione della Regione di autorizzare la vendita di materiale di cancelleria, giocattoli, fiori e piante nei supermercati. Cartolerie e cartolibrerie, fioristi e giocattolai sono forse figli di un dio minore?», si chiede il direttore di Confcommercio Toscana, Franco Marinoni.
«A seguito delle proteste delle famiglie per la difficoltà a procurarsi penne e quaderni per i compiti dei figli, infatti, molte cartolerie si sono attrezzate con la consegna a domicilio, come hanno fatto negozi di fiori e di giocattoli, che ora la Regione ha deciso di buttare fuori dal mercato, favorendo solo alcune imprese», aggiunge.
Confcommercio Toscana ne fa anche una questione di salute e sicurezza.
«Vogliamo aumentare le file di persone fuori e dentro i supermercati? Non sarebbe forse più comodo e salutare per tutti distribuire i clienti fra più tipologie di negozi? Troviamo davvero strano e incoerente che l’assessore alle attività produttive Stefano Ciuoffo prima inviti i cittadini a privilegiare i negozi di vicinato, e poi li obblighi ad andare nei supermercati se vogliono approvvigionarsi di cancelleria, giochi o fiori», conclude Marinoni. —
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